Campagna 3 - Log Sessioni

Log, riassunti e discussioni sulle sessioni svolte, aggiornati di settimana in settimana.
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Livelli

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Sessione 29 - 30/09/2025

Cara Andara,

ti chiedo di perdonarmi per non averti scritto per così tanti giorni, purtroppo sono stata separata dal mio diario per diversi giorni, o forse sono state persino settimane?
Ho incontrato un gruppo di avventurieri, per una volta sembra tra l’altro che abbiano la testa sulle spalle. O almeno questa è l’impressione che danno, parlandoci un po’ più a fondo ho scoperto che ognuno di loro ha le proprie… peculiarità.

Volevo scrivere la prima notte in cui li ho incontrati, quando ci siamo finalmente accampati vicino ad una grotta, ma gli eventi che a breve ti spiegherò mi hanno impedito di pensare a te…

Ho incontrato di nuovo il mio amico Rodnac, sono così felice di rivederlo, sano e salvo.
Ritrovarlo dopo così tanto tempo è un segno che c’è ancora speranza anche per te. Chi l’avrebbe mai detto. A quanto pare a seguito della distruzione dei nostri villaggi siamo scappati entrambi a sud, anche se in tempi diversi. Essendoci accampati abbiamo spiegato il nostro collegamento al resto del suo gruppo, giustamente non si sono fidati di una sconosciuta fin da subito. Un segno di rara saggezza in questo mondo devastato.
Abbiamo parlato a lungo durante la notte, raccontando le vicende che ci hanno portato fino a qui, per quanto ancora in maniera vaga o omettendo diverse parti del loro viaggio. È comprensibile, nemmeno io volevo ancora rivelare il mio vero obiettivo, come al solito però mi sono lasciata andare e gli ho spiegato che intendo trovare uno specchio nero e forgiarne un’arma per liberarti. Sono rimasta abbastanza stupita dalla loro comprensione, ero già pronta ad afferrare la mia ascia al primo accenno di aggressività, invece mi hanno accolta ed ora faccio effettivamente parte del loro gruppo. Mi fa leggermente scaldare il cuore potermi nuovamente definire parte di qualcosa, combattere con qualcuno al mio fianco.

Dopo aver finito di organizzarci arrivò la prima brutta notizia: Vaniar si era ammalato, forse un effetto collaterale della pozione usata per fuggire dalla Horsha? Dato il suo stato febbrile lo abbiamo lasciato a riposare durante i turni di guardia, ma come al solito in questo mondo le brutte notizie non vengono mai da sole. Durante il mio turno di guardia ho notato solo all’ultimo una creatura che si era avvicinata al nostro accampamento, ferma al limite della luce della lanterna ritrovata recentemente. Mi salutò con fare piuttosto gioviale ma i miei compagni mi avevano avvisato che qualcosa li seguiva. Per paura che quella ‘persona’ potesse essere nostra nemica nonostante i modi, svegliai immediatamente tutti i miei compagni, preparando le mie armi ad uno scontro se necessario.

A quanto pare il mio intuito non è ancora così arrugginito. I miei compagni iniziarono una conversazione con quella creatura giusto il tempo per permettere a Lan di avvicinarsi e iniziare lo scontro, e che scontro è stato, Andara. Avresti sognato quella scena per giorni fossi stata con noi… Lan è una forza della natura durante gli scontri, l’ho visto attaccare con furia quella persona, anzi, quello spirito di nome ‘Rand’ con un’abilità che farebbe invidia a molti Dorn, mentre Ratto continuava a indebolire la creatura e ad darci supporto con il suo amato cane. Anche Rodnac diede il meglio di sé, mentre io non riuscivo ad essere loro utile in nessun modo. I miei colpi e quelli di Ged continuavano a mancare o passare attraverso quell’abominio; nonostante questo Rodnac mi affidò il suo maglio, lanciandomelo mentre vedevo Rand stringere Lan in una morsa. Non era semplicemente stretto, le mani dello spirito si erano mosse fino all’interno del suo corpo, avvinghiandosi attorno al suo cuore.
Cercai di spingere Lan lontano da Rand invano, mentre continuava a cercare di pugnalare lo spirito.

Alla fine, combinando la forza del gruppo, Lan riuscì a finire lo spirito, liberandosi dalla morsa al cuore e liberando questo mondo malato da un’altra creatura abominevole. O almeno, così spero. Quando Rand svanì il mio cuore non si alleggerì, le urla della creatura riecheggiarono per qualche secondo. Non conosco bene gli spiriti, possibile che una creatura così potente possa essere stata distrutta una volta per tutte?

Non c’era tempo però per pensare alla vittoria o nemmeno per chiedere spiegazioni al mio gruppo, come ho scritto poco fa, le rutte notizie non arrivano mai da sole.
In qualche modo il gruppo di Ordendor era riuscito a raggiungerci. Un vasto numero di nemici ci circondò subito dopo il ombattimento, con tanto di arcieri al seguito.

Combattemmo con ferocia inaudita. Il gruppo di Ordendor non avrebbe potuto farci nulla se fossimo stati al pieno delle nostre forze, ma il combattimento contro Rand ci aveva tolto il riposo e gran parte delle energie. Cademmo uno alla volta. Io fui tra i primi a cadere, i miei ricordi sono un pozzo di nubi e sangue. Ricordo la terra macchiata di rosso su cui continuavo a cadere, solo per poi rialzarmi grazie ai miei compagni. Mi rialzai per tre volte: ognuna di queste tre volte vedevo i miei compagni cadere combattendo valorosamente e, presa dalla furia, roteavo il maglio di Rodnac, cercando di uccidere quanti più Ordendor mi capitassero a tiro. Solo per poi cadere di nuovo. Una volta vidi Rodnac, che rialzai in fretta con una mia pozione; poi Ratto, preso di mira dalle frecce che continuavano a calare su di noi; la terza volta vidi Lan cadere, il suo volto terrorizzato si trasformò in un’ombra malsana che cominciò ad attaccare chiunque capitasse a tiro. Io e Rodnac finimmo tutti gli Ordendor rimasti vicino a noi, solo per poi dover combattere contro l’ombra di Lan che si era tra l’altro moltiplicata sotto il nostro sguardo. Fummo costretti a combattere quelle ombre, ma non c’era più speranza. Erano fortissime e gli arcieri diedero loro manforte, costringendo alla fine tutti quanti a cadere a terra.

Ci risvegliammo tutti separati. Sentimmo degli Ordendor parlare di come hanno ucciso i nostri animali mentre ci trasportavano chissà dove, divisi in gabbie separate. Il mio cuore quasi non resse all’idea di aver perso Ged e Danya, i miei due lupi mi avevano seguito per così tanti anni ed io ho lasciato che morissero per mano di queste sporche creature…
Passarono giorni, forse settimane prima di arrivare ad una città ormai abitata solo da gente bigotta e lurida, alleata con gli Ordendor che ci tenevano prigionieri. Qui incontrammo una vecchia conoscenza dei miei nuovi compagni, la Serpe. Un nome che, a mio parere, rispecchia bene la sua morale, vedendo le amicizie che si è fatto. A quanto pare lui e il mio gruppo hanno dei trascorsi burrascosi e ci consegnerà ad un certo ‘Marcus’ per vendicarsi di un qualche torto.

Passarono altri giorni, solo per ritrovarci nuovamente rinchiusi vicino alla costa. Ci ritrovammo uniti solamente una volta portati al cospetto di Marcus: l’uomo era impressionante, possente e muscoloso. Su quello non c’è dubbio, è un nemico di cui avrei fatto decisamente a meno.

Marcus prestò principalmente attenzione ai miei compagni, a quanto pare ricercati da un certo ‘Malakar Voss’. Nonostante sia stato incaricato da Voss per trovare i miei nuovi compagni, quest’ultimo non gli ha indicato il motivo di così tanto accanimento per un semplice gruppo di avventurieri. La cosa non poté che incuriosire Marcus, che interpellò anche me brevemente per chiedere chi fossi, essendoci una persona in più tra quelle che sarebbero state da catturare. Cercai invano di dissociarmi dal gruppo per poter trovare un modo per liberarci tutti, ma Marcus non si fece ingannare così facilmente e dopo avermi insultata mi contò come parte integrante del gruppo.

Alla fine della discussione, Marcus rese abbastanza chiaro che la sua lealtà era sempre in vendita al migliore offerente. Cercammo di offrirgli diversi servizi o conoscenze ma inizialmente non si lasciò convincere. Ci diede quindi due giorni di tempo per discutere su cosa gli potessimo offrire.

Una volta rinchiusi in delle nuove celle, il gruppo mi promise delle spiegazioni una volta usciti da lì, cominciando poi a discutere su cosa poter offrire a Marcus. Dopo diverse speculazioni era chiaro che non potevamo offrire nulla di materiale, quindi finimmo per offrirgli un piano per impadronirsi di un potente artefatto nascosto su un’isola non troppo lontana da qui. Spacciammo questa conoscenza come il reale motivo per cui Malakar Voss ci stava dando la caccia, raccontando poi a Marcus diverse informazioni su questo artefatto e sul libro da cui il gruppo aveva recuperato queste informazioni, mentendogli riguardo allo stato attuale di quel libro.

Con non poca riluttanza e dubbio Marcus alla fine accettò di lasciarci navigare assieme ad un suo gruppo verso l’isola ed i preparativi iniziarono in fretta, partendo il giorno stesso verso una radura prima di arrivare alla costa effettiva.

Con l’aiuto di Ratto ho avuto l’opportunità di approfondire lo studio della lanterna che abbiamo trovato prima di essere catturati; quell’artefatto è incredibile e studiandolo mi son chiesta più e più volte chi mai potesse aver creato uno strumento del genere e come.

Sempre durante il nostro viaggio per i boschi ho avuto modo di conoscere Lan molto meglio.
Si è aperto con me spiegandomi le sue origini, o meglio il poco che ricorda a riguardo. Mi spiegò che forse era qualcuno di importante prima di essere stato trasformato in un goblin e ci aprimmo l’un l’altra sui nostri passati, oltre a spiegarmi le vicende di questa compagnia. A quanto pare hanno avuto il loro bel da fare… un giorno ti scriverò in dettaglio le loro avventure, mia cara Andara, ma ora non c’è tempo. Ho appena visto delle tracce di goblin, e non credo siano amici di Lan…

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SESSIONE 30 – 09/10/2025

Il riposo, purtroppo, deve attendere. Il suono dei tamburi è sempre più vicino e, all’improvviso, centinaia di goblin circondano i nostri eroi. Lan li avverte che proverà a persuaderli, ricordando loro che si tratta di “stupidi goblin”, suscitando i sorrisi ironici di Vaniar.

Al centro del gruppo si distingue il potenziale comandante: uno con una strana corona in testa e il corpo ricoperto di tatuaggi — o meglio, di scarabocchi. Si fa chiamare il Grande Luminoso e, riconoscendo LAN come un goblin, gli chiede di consegnargli gli umani per offrirli come cibo al grande capo Crusca.

Lan prova a confonderli, ma questi goblin sembrano più stupidi del normale. Tenta un ultimo affronto invitando il capo a conquistarsi l’onore in combattimento. Intendeva uno scontro “uno contro uno”, ma il Grande Luminoso accetta incitando i suoi all’attacco.

La battaglia infuria: i numerosissimi goblin vengono falciati dai fendenti di Rodnac e Dandelia, mentre Ratto lancia lampi di luce dal suo fedele amico a quattro zampe. Lan e Vaniar si concentrano sul capo, convinti che sconfiggendolo gli altri si sarebbero dispersi. Infatti, quando Lan riesce letteralmente a staccargli la testa dal collo e la mostra ai nemici, la maggior parte fugge, mentre i pochi rimasti lo acclamano come il nuovo Grande Luminoso.

Lan e gli altri cercano di sfruttare questa improvvisa autorità per ottenere informazioni, ma scoprono presto che i goblin sono solo sciocchi seguaci con un unico obiettivo: sopravvivere a Crusca portandogli cibo umano, altrimenti sarà il Grande Luminoso stesso a diventare la sua cena.

Il gruppo, inizialmente indeciso se seguire il piano di Marcus e consegnare la lettera ai minotauri, oppure allungare la strada per cercare il passaggio “magico” di cui ha parlato Kallorek. Le "Vie" si trovano a nord, lungo la strada che porta al villaggio di Crusca quindi , prima di andare, cercano un modo per liberarsi dei nuovi, invadenti seguaci di Lan.

Cercano più volte di seminare i cinquanta o sessanta goblin che li seguono, ma senza successo. Finché uno di loro, Pugghio, apparentemente meno stupido, confida che molti hanno paura di Crusca e vorrebbero liberarsene per essere finalmente liberi. Racconta che Crusca era uno di loro, prima di entrare in “quelle rovine”.

Il gruppo ricorda subito le rovine esplorate di recente — dove avevano trovato la lanterna — e decide di dirigersi lì. Lan convince Pugghio a radunare quanti più goblin possibile, pronti ad unirsi a lui non appena si sarà liberato di Crusca. Pugghio, senza nulla da perdere, accetta.

Arrivati al villaggio, Ratto nota subito una forte somiglianza con il luogo precedente e spera che possa rivelare molti segreti. Sulla vetta di una torre decaduta, vicino all’ingresso di un’antica cripta, appare un mostro deforme, pieno di tic, che chiede il dono tanto atteso. Quando Lan prova a bluffare la creatura li attacca immediatamente.

Lo scontro è durissimo. La creatura parla con tre voci sovrapposte, e quando Ratto illumina il corpo con la lanterna, si vedono tre ombre contorcersi all’unisono. La battaglia è feroce: Lan, con un urlo di guerra, incita i potenziali alleati a combattere. Nel frattempo, nel villaggio esplode il caos: centinaia di goblin si affrontano tra loro, mentre altri difendono il loro padrone.

La lotta è durissima: la creatura, posseduta da una forza sovrumana, domina quel corpo deforme con violenza. Dopo un lungo scontro, Dandelia, in preda a una furia rara perfino per lei, colpisce e distrugge la testa del goblin mutato. Subito, tre anime spettrali escono dal corpo tentando di afferrarla.

Decidono allora di bruciare il corpo, e per fortuna le anime si dissolvono accompagnate da un urlo spettrale che riecheggia per chilometri.

I goblin superstiti fuggono o continuano a combattersi tra loro, ma nessuno sembra più interessarsi ai nostri eroi. Una fragile pace cala sul villaggio… ma, con l’antico tempio lì accanto, il peggio sembra ancora dover arrivare.

To be continued…

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Livelli

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SESSIONE 31 – 21/10/2025

Grishca è morto e le voci svaniscono nel vuoto. Lan viene eletto nuovo Re, ma preferisce donare la corona a Pugghio, che inizia a comandare promettendo eterna fedeltà a Lan.
Nel frattempo il gruppo decide di attendere ed esplorare. Durante l’esplorazione, dei rampicanti prendono forma sul corpo esanime di Grishca. Lan li brucia, e una voce compare nella sua mente: «Tre volte si sono nutriti di me.»

Gli eroi cercano di capirne il significato. In lontananza notano una luce, e una sorta di piramide appare ai loro occhi. Terminata la perlustrazione delle rovine, trovano una pietra che sembra nascondere un pozzo. All’interno emergono tre corpi mummificati. Lan decide di scendere; ripensa alla frase nella sua mente e brucia i corpi. Mentre risale, uno di essi prende forma per un attimo, per poi dissolversi in cenere. Forse quella voce ha finalmente trovato pace.

Non trovando altro, il gruppo si dirige verso la piramide illuminata, sfruttando la notte. Anche la foresta attorno cela antiche rovine. Avanzano in silenzio finché scoprono un bassorilievo raffigurante umani che si divorano a vicenda. In basso una scritta recita:
«Dalla morte alla fame; dalla fame alla vita; dalla vita alla morte.»

Mentre Vaniar rilegge l’incisione, una creatura emerge dal bosco e si lancia su Ratto. Prima di morire, sussurra: «Non abbiamo potuto ucciderla; l’abbiamo nutrita di noi stessi.»

I dubbi aumentano, mentre la piramide è ormai vicina. Un ponte diroccato li separa da essa. La luce che sprigiona è abbagliante e sembra nascondere un altare.
Lan è attratto da una pozza. Beve e sente nella mente:
«Io li ho mangiati; essi mi hanno mangiato. Io sono tutto ciò che rimane.»
Le frasi continuano a lasciare un retrogusto amaro nel gruppo.
Decidono di avvicinarsi e attivano il meccanismo vicino all’altare. Ratto usa le sue abilità per attirare a sé un oggetto. Dalle rovine emergono rampicanti e una voce gli racconta storie misteriose su come tutto sia ancora dominato dal male. Una creatura spaventosa appare d’un tratto e attacca.
Lo scontro è lungo e duro. Lan, vedendo i compagni cadere, decide di colpire l’oggetto convinto che sia la vera fonte del potere del mostro. Lo distrugge e la creatura svanisce. Ma un’entità fuoriuscita dalla reliquia possiede Lan, maledicendolo… ancora una volta.
Fortunatamente gli amici hanno con sé pozioni contro le maledizioni e riescono a salvarlo.
Riprendono fiato e si avvicinano all’altare, dove Ratto decifra un’iscrizione:
«Il tre volte divorato esisteva attraverso questo oggetto, ed ora dovrebbe essere libero.»

Capiscono che l’altare possa aprirsi, ma ignorano come farlo. Durante il turno di guardia, un silenzio magico avvolge il campo. Vaniar sveglia gli altri in tempo e Lan scorge una creatura umanoide dagli occhi fiammeggianti che li osserva prima di allontanarsi nel bosco.
Vaniar si fa indicare la direzione e parte all’inseguimento. Quando si avvicina, il silenzio lo avvolge completamente. Gli altri lo raggiungono, ma poco prima che arrivino Vaniar incontra la creatura e si accorge che si tratta di Elecar Voss, figlio del legato ucciso proprio da Vaniar.
Vaniar lo attacca senza esitare, e quando il resto del gruppo sopraggiunge lo sostiene. Elecar è potentissimo: uccide Vaniar e svanisce.
Grazie ai poteri curativi di Ratto riescono però a salvarlo. Ora sanno che quella creatura è incredibilmente potente… e sa perfettamente come trovarli.

To be continued…

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Livelli

Messaggio Inviato da Thooor »

SESSIONE 32 – 18/11/2025

Dopo le disavventure della notte, il gruppo torna a dormire. Al mattino decidono di dirigersi verso i Minotauri: è meglio evitare di incontrare di nuovo Marcus, che potrebbe scoprire il loro tradimento. Riprendono quindi il viaggio verso nord, ma il bosco diventa sempre più fitto, soffocante… quasi malvagio.
Dandelia comincia a subire gli effetti della maledizione: impazzisce, sente voci inesistenti e travisa ogni frase dei compagni come minacce di morte o desideri di violenza. Persa nella follia, si allontana e poi fugge nel bosco. Gli altri capiscono subito che qualcosa non va e la seguono, tentando solo di proteggerla da sé stessa. Ma Dandelia, terrorizzata, li attacca.
Insieme riescono a immobilizzarla e decidono di legarla. Vaniar, ferito sia nel corpo che nell’orgoglio, valuta perfino di abbandonarla, ma alla fine si calma e ascolta gli amici. Dal bosco compare un lupo: è il fedele compagno di Dandelia, che si avvicina per proteggerla.

Nonostante tutto, il gruppo decide di darle un’ultima possibilità: una sola notte, dopo la quale, se la follia non sarà passata, verrà lasciata al suo destino. Durante i turni di guardia, Ratto capisce che Dandelia è stata avvelenata dall’aria tossica del bosco. Con una pozione riesce a curarla. La ragazza torna lucida, forte e gentile come un tempo, e si scusa con tutti. Vaniar, orgoglioso, tiene un po’ il broncio ma alla fine accetta.
Decidono di andarsene subito e Lan trova un sentiero che li conduce a una radura più pulita e asciutta, con aria respirabile. Vi accampano per la notte, che scorre tranquilla tranne per qualche rumore di rami spezzati. Vaniar nota due occhi infuocati che li osservano dal buio e balza in avanti, ma Lan lo ferma. Gli occhi svaniscono.

Viaggiano per ore fino a trovare un albero secco, sormontato da un cuore pulsante ancora vivo. Ratto capisce che si tratta di un rituale e Vaniar trova un buco con oggetti di valore. Ratto analizza la zona e scopre che la magia permea tutto. Alla fine decide di distruggere il cuore: la vita intorno muore all’istante, alberi compresi, per centinaia di metri… forse oltre.
Ancora incerti se abbiano fatto la cosa giusta, ripartono. Il bosco ricompare, ma Lan riesce a trovare un’altra via. A fine giornata trovano carcasse di due tigri dai denti a sciabola: un lavoro chirurgico, con segni di presenza umana, ma nessuno nei paraggi.
Più tardi, durante il turno di guardia, Lan trova un fiore che emana un profumo irresistibile. Prudente, chiama gli altri. Ratto e Dandelia analizzano la pianta e scoprono che è carnivora: il profumo è un’esca. Evitano il pericolo e tornano a dormire; la notte scorre tranquilla.
La sete li tormenta e Lan decide di cercare acqua potabile. Trova un ruscello puro. Proprio in quel momento Show muta improvvisamente, assumendo la forma di un piccolo drago e abbandonando quella di cagnolina. Tutti rimangono senza parole.
Ratto racconta allora che Baham gli ha rivelato che il vecchietto incontrato tempo fa era Bahamut, un antico drago che probabilmente aiutò il villaggio durante l’assalto delle creature del vuoto. Ratto e Show spiegano che il ragazzo ha una missione segreta: trovare il Padre dei Draghi nel profondo nord dell’Eredane, come ordinato da Bahamut.
Proseguono e finalmente escono dalla giungla. L’ambiente cambia: diventa simile al sud del mondo, brullo e dominato da montagne imponenti. Pochi alberi, zone desertiche. Dopo un po’, si accorgono di essere seguiti: ancora una volta Elecar Voss. Quando loro si fermano, lui si ferma. È inquietante. L’unica che può avvicinarsi è Dandelia, ma non viene considerata.
Proseguono il viaggio e trovano un pozzo in mezzo al nulla. Il liquido è scuro, ma la luce di Ratto rivela un luogo magico, con spiriti che si abbeverano in fila. Tutto sembra irreale. Dandelia trova delle scritte e Ratto le decifra:
«Qui c’è tutta la verità. Sei pronto ad assaggiarla?»

Lan non resiste e beve. Una voce nella sua testa domanda: «Qual è la tua domanda?»
  • Lan: «Chi sono veramente?»
      Voce: «Chi ti ha preso pensava che tu fossi la chiave per svegliare Izrador. E dovrai scegliere se morire… o vederli morire.»

      Poi tocca a Vaniar:
      • Vaniar: «Chi è Dievas e perché proprio io?»
          Voce: «Dievas è la luce. L’ultima luce che cerchi. L’oscurità è sulle tue tracce e non hai scampo.»
        È il turno di Dandelia:
        • Dandelia: «Cosa stiamo pagando per questa conoscenza?»
            Voce: «La verità è ciò che devi scoprire. Può fare bene o male. E non riuscirai mai a salvare tua sorella.»
          Infine Ratto:
          • Ratto: «Se sono sangue di drago, chi sono i miei genitori?»

            Voce: «Un drago donò il suo sangue a chi ti ha adottato. Quando lo troverai, dovrai scegliere se ucciderlo… o distruggere tutti i draghi.»
          Carichi di dubbi e interrogativi, ognuno rimugina sul significato di quelle parole. Ma per ora decidono di andare avanti.

          Finalmente raggiungono il fiume, dove possono bere e riposare.

          To be continued…

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        Nickname : Maldiluna

        Livelli

        Messaggio Inviato da Maldiluna »

        Sessione 33 - 3/12/2025


        Abbiamo quasi raggiunto il fiume e in lontananza svettano i monti che dovremo fiancheggiare. Siamo ansiosi di raggiungere l’isola perchè i giorni scorrono e il mondo si muove attorno a noi.

        Accendiamo un flebile fuoco in una notte nera e ci accampiamo attendendo le poche ore di luce che ci regalerà il domani. SIamo tutti pensierosi per le profezie del pozzo delle verità ma decisi più che mai.

        La notte è tiepida e tutti i turni di guardia passano senza pensieri, fino a Vanyar. Il vento va e viene come il respiro dell’elfo, che si interrompre d’improvviso quando nove ombre nascono dal terreno. Sembrano soldati. Sveglia i suoi compagni e le ombre fanno in tempio a dirgli “RIcorda il patto” prima di svanire.

        Trovano cerchi di erba morta che confermano le visioni dell’elfo, il quale non ricorda di nessun patto. Vanyar batte i pugni per terra in un accesso di rabbia e dopo si scusa perchè l’oscurità si muove attorno a lui mettendo in ulteriore pericolo il gruppo.

        Per scrupolo Rodnak chiede di verificare gli zaini e in quello di Lan trovano una pietra squadrata, magica, artefatto dell’ombra secondo Ratto. Potrebbe provenire da Kalloreck ex legato o Marius capo banda ora in combutta con l’ombra.

        Giungiamo al fiume. Lo percorriamo verso sud trovando una zona dove i resti di un antico ponte distrutto, tutto in metallo rosso, ci può aiutare. Passa Lan agilmente e lega una corda dall’altro capo per darci un appiglio. A parte Rodnak e il lupo è facile per tutti. Ultimo Vanyar che non teme di fallire.

        Procediamo con rapidità grazie al grande senso di orientamento di Lan. Il goblin è abile e trova una grotta riparata per la notte. Combattiamo con una creatura con ali di pipistrello e grosse orecchie che aveva fiutato Ratto, e poi riposiamo. Il giovane uomo capace nelle arti arcane sa che è creatura evocata dalla Setta della Luna Rossa.

        Ratto è molto cresciuto nelle sue arti ma sembra anche invecchiato più dei suoi anni. Il viso è più magro, la lanterna sempre in mano come il cavo magico che lo lega ad essa, il tatuaggio di drago spunta dalle vesti quando Shawn non è accanto a lui. Lan intanto infastidisce l’elfo balterando di una discendenza con Arudil o del suo essere stato un grande generale...

        Viene giorno e ci rimettiamo in marcia prima della luce. Shawn ha visto Elekar e anche ora fa da vedetta volando sopra noi, come Lan sul terreno esplora silenzioso. Un uccello cade pietrificato davanti al gruppo. Ci avviciniamo alla scena che mostra uomini tutti apparentemente pietrificati. Subito alcuni di noi cominciano a subirne l’effetto.

        Una donna tra loro sembra viva. Ha i capelli rossi e chiede aiuto, dice di distruggere un manufatto in mano al capitano per salvarci tutti. Dandelya vede e Vanyar frantuma il capitano con due pugni sul petto. Un monile d’oro cade a terra: Rodnak lo schianta con la scure e un boato e una luce si diffondono nel canyon.

        La donna dai capelli rossi apre le ali: è un mostro di chissà che secoli passati ! In un attimo fugge via. Guardiamo bene e sembrano elfi gli inseguitori, seppure più alti e muscolosi. Guardiamo meglio e Ratto e Dandelia sono pietrificati.
        Shaun trova la donna alata e la convince ad aiutarli e domanda come curare i due amici. Ci viene detto di cercare lo SHUION a est oltre il lago.

        I tre superstiti con un lupo e un piccolo drago al fianco, si mettono in marcia per salvare i loro amici. Vanyar si lamenta del fatto che Ratto sia stato pietrificato perchè Dandelya si poteva lasciare indietro e risparmiare tempo e fatiche...

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        Nickname : Maldiluna

        Livelli

        Messaggio Inviato da Maldiluna »

        Sessione 34 - 16/12/2025

        Le ombre si allungano nel canyon mentre proseguiamo. Una flebile speranza è tutto quello che rimane a Ratto e Dandelia ma avanziamo. Dall’alto Shawn vede degli arbusti verdi in lontananza.
        Lo seguiamo e un' oasi si apre davanti a noi: come ci disse il mostro alato cercavamo un lago attorniato da piante rigogliose. Ci stiamo avvicinando e percepiamo tutti una forte aurea a la sensazione di qualcosa di innaturale. C’è una magia che pervade la pozza e quello che sta intorno. Oltre lo specchio d’acqua vediamo l’entrata nera di una grotta…

        Al contrario Lan percepisce tutto come un segno positivo: acqua limpida, flora e fauna in salute, una bella situazione e lo sdegno dell’elfo non vale nulla.
        Ci avviciniamo e, nonostante l’accortezza, si animano alberi umanoidi che ci attaccano e cercano di strangolarci. Li distruggiamo quando nascono elementali dell’acqua a forma di cavalieri, ma Shawn ci aveva avvertiti.

        Vanyar è il primo ad arrivare alla grotta e si accorge che quell’oscurità non è naturale. Fa un respiro ed entra comunque. “Oscurità magica” urla agli altri. Lan evita I colpi dei cavalieri e riesce a raggungere l’elfo, mentre Rodnak il dorniano preso dalla rabbia supera l’oscurità di corsa e lo sentiamo avenzare nel buio.

        Dentro trova una piccola cavità naturale illuminata. Al centro si erge un piedistallo e sopra una sfera metallica con decorazioni geometriche che la attraversano. Rodnak agisce senza pensare e la afferra ma sembra incollata all’altare, come trattenuta da una fiorza. Vanyar entra e rimane intedetto ma soccorre l’amico dorniano aiutandolo di forza bruta ma entrambi falliscono.
        Il gruppo si ingegna: Lan mette un pezzo di stoffa sotto la sfera, Rodnak blocca col suo maglio ed evita che si sposti, Vanyar usa un piede di porco per sollevarla. I muscoli si tendono, le vene escono in superficie ma la sfera si libera. Shawn sarà il suo custode e ci mettiamo in marcia.

        La pietra si muove e cerca di sfuggire ma il drago torna a destinazione accompagnato dal buio e I sussurri. Vanyar, dopo aver infilato la sfera in un sacco pechè non sfugga, la comincia a manipolare alla ricerca di meccanisimi arcani o simili. Ricorda le rune antiche come antico elfico. Inaspettatamente qualcosa scatta e una nuvola di fumo viola anticipa l'arrivo di un essere umanoide e fluttuante con l'aspetto arabeggiante: un Jin.
        DDopo che la creatura alata arriva dal cielo e parlando in una lingua incomprensibile e con una rapidità soprendente ottine e quello che sapremo essere il primo desiderio e in un istante scompare nel nulla.

        Il Jin ci ringrazia per avelro liberato e ci promette di esaudire due desideri. Gli occhi del goblin si illuminano e vorrebbe chiedere di tornare ciò che era. L'elfo lo minaccia per il suo egoismo e gli promette punizione.
        Il Jin osserva Vanyar e gli dice che è in parte come i COSTRUTTORI che si sono alleati con i draghi per bloccarlo. Dopo lo osserva meglio. " Ci sono oscurità e luce dento te elfo. Non lo sapevi?"

        Rodnak chiede armi di somma potenza, Vanyar chiede di riaccendere i fari unica scelta altruistica degna del suo valore morale. Ratto ricorda lo scopo ultimo della Stella dell'Alba. Decidiamo di chiederla al Jin: Vanyar domanda con attenzione e misurando le parole. La stella compare in mano all'elfo che sente la sensazione di una coscenza difefrente formarsi dentro di lui e la appoggia a terra prima di essere data a Ratto che ne percepisce subito il grande potere magico. "Ha il potere dei costruttori dentro se" ci dice il Jin.

        Lan prova a prendere la Stella e Rodnak a trovare ingranaggi ma nulla accade solo l'elfo percepisce qualcosa. Vanyar prende la stella pensieroso e si siede contro il tronco di un albero con gambe incrociate e occhi chiusi cercando di entare in comunione con l'oggetto. Delle energie combattono e ribollono, una parte del cristallo diventa scura mentre una si illumina di chiaro. Delle crepe si fomano sulla sua superficie. Vanyar percepisce sofferenza, che accetta come ultimo sacrificio. In un illuminazione ricorda per la prima volta quel giorno, il giorno di cui non ha memoria, quello che gli ha dato in dono DIEVAS ma lasciandolo senza punte delle orecchie. Era col suo gruppo in perlustrazione quando un essere è uscito dalla foresta e ci ha attaccato e dopo, ancora buio...
        Shuion ci dice non è questo il luogo dove usare il diamante e rischieremmo di romperlo. Aggiunge anche che qualcosa vive dentro l'elfo.

        Ratto nel mentre trova una picoola clessidra sul campo di battaglia e Lan convince il Djin che non riesce a teletrasportarsi di seguirli, lui accatta definendoci suoi seguaci. Troviamo un luogo appartato. Il Djin ci avverte di avere sentito quello che sappiamo essere Elekar. Il gruppo si accorda e Vanyar avanzerò solo, gli altri dietro silenziosi. Vanyar scrocchia le nocche e il collo. Prende il bastone e lo rotea illuminando la notte.
        In un attimo tuto tace, come già accaduto, e l'elfo si prepara per l'impatto. Il non morto colpisce e fa male ma Lan gli è addosso, e Vanyar colpisce anch'esso e Ratto lo acceca con la luce della sua lanterna. Lan cade ferito e l'ombra si libera assetata di vita. Elekar ne approfitta e fugge ma è troppo tardi. Prima Ratto si libera dell'ombra e dopo Rodnak segue Elekar, lo getta a terra e gli mozza di netto la testa. Elekar muore di nuovo...

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        SESSIONE 35 – 15/01/2026

        Esploriamo il corpo esanime e il Genio ci avvisa che qualcosa di oscuro avviluppa la creatura e che suppone possa ricomporsi in un altro corpo, ma decidiamo comunque di bruciare il corpo, già privato della testa tagliata da Rodnak. Il gruppo decide quindi di riposare finalmente.

        Decidiamo di affidare la pietra messa nello zaino di Lan, probabilmente da Marcus per individuare la loro posizione, al fedele amico di Ratto che, volando nella sua nuova forma di piccolissimo drago, si avvia verso la città dei Minotauri, come avrebbero fatto i nostri eroi, per cercare una barca di grandi dimensioni e posizionare l’oggetto sopra. Così, i nostri avventurieri dovrebbero avere un po’ di vantaggio sul criminale Marcus.

        Durante il riposo però succede una cosa strana. Una luce potentissima illumina il cielo a giorno per decine e decine di chilometri. Ratto intuisce che possa provenire dall’isola e Lan ricorda che nel libro, una volta tolto il dimantone dal suo luogo, vi è una grandissima esplosione. Solo congetture fino a quando, dopo non molto, un terremoto accompagnato da un suono di un tuono arriva anche nel canyon dove stavano dormendo, facendo crollare alcuni detriti sulle loro teste. Dev’essere stata un’esplosione gigantesca per essere arrivata così forte e, collegandola alla luce, capiscono che molto probabilmente è proprio come avevano intuito. Povera isola… forse è esplosa!.

        Finalmente si riparte. Mancano ancora molti giorni per Hendar e l’ambiente non è dei più sicuri, ma le giornate passano senza troppi pericoli fin quando un enorme uccello dalle dimensioni mastodontiche scende in picchiata prendendo sia Lan che il Genio. Vaniar lancia istintivamente un rampino che si allaccia sulla bestia, ma subito dopo capisce che, anche legato a un enorme albero, l’avrebbe probabilmente sradicato viste le sue dimensioni. Tuttavia non c’è molto da fare se non liberarsi e provare a difendersi.

        Dopo una lunga battaglia, grazie a un potente incantesimo di Ratto, con i quali prende pian piano sempre più dimestichezza, e a una freccia proprio nel suo punto più debole da parte di Lan, la creatura, già ridotta male dai colpi di tutti, si accascia e muore. Nessuno aveva mai visto una creatura così grande e mai avrebbero pensato potesse esistere.

        Dopo questo evento i nostri amici sono distrutti ma devono andare avanti. Camminano con fatica portando con sé qualche pezzo di carne della bestia e Lan la freccia che l’ha finita. Dandelia, gentilmente, gli prepara un piccolo cimelio come ricordo e Lan lo conserva come una specie di trofeo di guerra.

        Arrivano in prossimità del fiume e si accampano, ma durante il turno di Lan ,Vaniar inizia a parlare una lingua strana, gutturale. Lan prova a svegliarlo e gli occhi di Vaniar sono pieni di fuoco. Altre frasi, poi cade nel sonno. Lan sveglia tutti e racconta l’episodio e, nel mentre, prova anche a ripetere le parole sentite sperando che qualcuno le comprendesse. Niente, ma mentre ripete quanto sentito, ecco che in Vaniar sopraggiunge un ricordo: una lontana memoria del sogno. Lui che proteggeva la sua regina Aradil in uno scontro mortale.

        Qualcosa di strano vive nei ricordi di Vaniar e spera che presto farà luce. Finalmente riposo lungo e sicuro.

        Al mattino attraversano il fiume in un punto abbastanza basso e fangoso senza troppe difficoltà. L’unica cosa strana è una figura di spalle, incappucciata, che sta pescando. Tutti insistono per andare via, ma Vaniar vuole comprendere di più. Chiede al piccolo goblin di usare le sue abilità per avvicinarsi e scoprire di più. Lan lo accontenta anche controvoglia, ma non scopre nulla se non delle anguille nella cesta.

        Vaniar non si dà pace e si lancia in acqua arrivando davanti per vedere il viso. La creatura si accorge di Vaniar e gli porge la mano. Lan e Vaniar si allontanano per sicurezza, ma sembra innocuo. La creatura è senza volto. Porge ancora la mano chiamandoli e gli offrono una razione e un metallo che pone nella cesta. Nulla di più.

        Ratto decide di usare la lanterna e nota, nel piano delle ombre, pezzi di corpo tagliati e messi nella cesta. In quell’istante decidono che non è il caso di indagare e proseguono per la propria strada.

        Sembra strano non avere troppi intoppi durante il viaggio e, stranamente, trovano anche un luogo apparentemente asciutto e sicuro. Purtroppo Ratto si lascia distrarre facilmente e non si accorge, nel suo turno di riposo, che due bestie a due teste ciascuna attaccano i nostri amici, ma per fortuna anche questa volta i nostri trovano la forza per combattere e uccidere le creature.

        Mancano ancora molti giorni per Hendar. Cosa ancora aspetta i nostri?

        To be continued

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        SESSIONE 36 – 24/02/2026

        La notte passa tranquilla. All’alba il gruppo decide di continuare verso Heldar senza avvicinarsi troppo al fiume. Durante le perlustrazioni, Lan scopre segni di colluttazione e, esplorando meglio, individua un gruppo di persone intente a costruire delle difese. Nota che si tratta di semplici contadini, donne e bambini.

        Lan avvisa i compagni e il gruppo decide di mostrarsi. Viene così scoperto che alcuni Ordendor li avevano attaccati ma, fortunatamente, gli abitanti erano riusciti a cavarsela perché gli aggressori erano molto pochi rispetto a loro. Gli avventurieri capiscono subito che gli Orchi sono probabilmente nelle vicinanze e che presto potrebbero tornare.

        Presi dal dispiacere per la situazione, decidono quindi di aiutarli, convincendoli a raggiungere Heldar insieme a loro, promettendo protezione durante il viaggio. La piccola comunità accetta con gratitudine. La partenza avviene subito e, evitando le sponde del fiume e sfruttando le ombre del boschetto, il gruppo riesce a passare inosservato a eventuali occhi indiscreti.

        Nei giorni successivi il gruppo incontra un vecchio disperato che piange il figlio, impiccato a un albero. Gli avventurieri allontanano subito i bambini invitandoli a raggiungere le madri, poi chiedono all’uomo cosa sia successo. Scoprono così che, ancora una volta, erano stati i maledetti Ordendor a costringerlo a scegliere quale dei suoi figli sacrificare. L’uomo racconta anche che, a poche centinaia di metri, si trova la loro capanna, dove probabilmente l’altro figlio potrebbe essere ancora vivo.

        Il gruppo tenta di aiutarlo, ma Lan, avvicinandosi all’abitazione, si rende conto che il luogo è pieno di Ordendor. Salvare il secondo figlio del vecchio appare un’impresa impossibile, ammesso che sia ancora vivo. Inoltre gli avventurieri sentono la responsabilità di proteggere più di venti persone, tra cui donne e bambini. Per questo motivo decidono di mentire a fin di bene, raccontando all’uomo che del figlio non vi è alcuna traccia.

        Invitano quindi il vecchio a farsi forza e a unirsi al gruppo. L’uomo, disperato, accetta. Alcune donne si prendono cura di lui e il viaggio, seppur a rilento, continua.

        Durante una delle notti del lungo cammino appare una creatura enorme e abominevole, dotata di ali e di lunghe corna che spuntano dal cranio. La bestia si lancia come attirata dalla lanterna magica di Ratto. Dopo non poche difficoltà, il gruppo riesce comunque a distruggere la creatura sotto gli occhi, ora felici e rassicurati, dei nuovi compagni; i bambini addirittura esultano.

        Quando viene sferrato l’ultimo colpo, però, la creatura svanisce nel nulla. Questo evento fa nascere numerosi dubbi. Proprio per questo motivo gli avventurieri decidono di seguire le tracce per capire da dove possa provenire. Sanno ormai da tempo, grazie alla lanterna di Ratto, che esiste un mondo di spiriti parallelo, forse bloccato e creatosi a causa del Velo di Izrador.

        Tutto rimane comunque un mistero. Il gruppo decide quindi di proseguire senza indagare ulteriormente, anche perché le tracce svaniscono senza alcun senso.

        Il viaggio verso nord riprende. Non mancano molti giorni all’arrivo, ma i pericoli sono numerosissimi. Lungo la strada il gruppo incrocia un villaggio abbandonato. Lan, come al solito, si avventura in esplorazione, ma alcuni lupi fiutano il suo odore e, nonostante la corsa sfrenata del Goblin, riescono a raggiungerlo. Inizia così una lotta molto dura.

        Per fortuna i suoi amici arrivano in tempo e riescono a finire le bestie che, in branco, facevano davvero paura. Da questo scontro il gruppo riesce almeno a ottenere un piccolo vantaggio: della carne da distribuire alle persone che negli ultimi tempi avevano mangiato molto poco, soprattutto i bambini.

        Il giorno successivo il gruppo si ritrova nei pressi di una città che sembra essere Dimless. In lontananza vengono notate anche delle grandi navi. Tuttavia gli avventurieri decidono di non avvicinarsi ulteriormente quando capiscono che si tratta probabilmente delle navi dei Legati, che stanno risalendo il fiume conquistando tutto ciò che incontrano. Il rischio è troppo grande, quindi il gruppo si allontana.

        Durante la notte, con grande gioia di Ratto, anche il suo fedele compagno ormai alato fa ritorno dalla missione di disperdere la pietra che Marcus aveva nascosto nello zaino di Lan.

        Il viaggio continua ed è sempre più duro. Urla strane si mescolano con l’oscurità: sono i Ritornati. Il gruppo decide immediatamente di fuggire prima che arrivino. Sarebbe troppo pericoloso per persone comuni e per i bambini.

        Il cammino procede ancora lentamente, ma la meta è ormai vicina. Forse in pochi giorni il gruppo potrà raggiungere la città, con la speranza di trovarla ancora libera.

        To be continued…

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        Sessione 37 - 04/03/2026

        Siamo in viaggio verso Hendar e ci accompagnano una ventina di sfollati: donne, vecchi e bambini. Due in particolare, Piroz e Landa, giocano spesso con Lan, e il goblin sembra averli presi a cuore. Le truppe Ordendor risalgono il fiume Coda di Serpente verso nord e la loro presenza è sempre più pressante.

        Passiamo vicino a Dijall e vediamo vele sul fiume. Muoversi in barca sarebbe troppo pericoloso, e ancor più rubarne una. Hendar è a soli tre giorni di cammino, così ci allontaniamo dal fiume di qualche chilometro, avanzando in un paesaggio collinare lungo sentieri poco battuti. Lan esplora un villaggio abbandonato e trova tracce di cavalli, ma nessun segno di fretta nella partenza e nessuno in giro.

        I nostri parlano a bassa voce mentre decidono come procedere. Vanyar è infastidito per i continui rallentamenti causati dagli umani al seguito. Lan gli ricorda che Hendar è a soli due giorni, ma Vanyar vuole abbandonarli. Anche gli altri non vogliono rischiare. Rodnak propone di lasciarli in quel villaggio abbandonato come rifugio momentaneo, promettendo di aiutarli una volta giunti a Hendar. “Con venti persone e bambini al seguito, come pensi arriveremo inosservati?” dice Ratto. Lan è triste e sbigottito. “Non c’è niente che possiamo fare per loro” ribadisce il giovane umano.

        Lan si rassegna, ma prima di andare si avvicina ai suoi due piccoli con affetto. “Quando c’è pericolo, non fate come lo zio. Voi nascondetevi!” Dà le sue razioni a ogni bambino e parte senza voltarsi. Anche il resto del gruppo segue il suo gesto e consegna parte del proprio cibo.

        Fa caldo, è quasi piena estate, e il sole cala mentre ci muoviamo rapidi e attenti. Seguiamo una pista di animali tra cespugli, alberi e rovi, superando le colline. All’improvviso ci troviamo di fronte una spaccatura nel terreno, quasi venti metri di larghezza, che si estende a perdita d’occhio. Non sembra naturale.

        Ratto cerca trama e illumina l’altro mondo con la lanterna. Trova un ponte di roccia nel piano delle ombre, che non esiste nel piano dei vivi. Lan lo esamina, lo tocca: è solido. Si accorge però che si tratta di un ponte fisico legato alla luce della lanterna: quando Ratto la chiude, tocca il vuoto.

        La luce illumina fino a sei metri davanti a noi e dobbiamo avanzare in fila indiana con Rodnak come ariete in testa. Vanyar, per sicurezza, lancia un rampino, tende la corda e vi si lega. Gli umani hanno il coraggio di chi sa che vivrà solo pochi lustri… Ratto rischia subito di cadere ma è lesto a riprendere l’equilibrio e, superato lo spavento, arriviamo a metà del baratro senza problemi. Poi una creatura dal piano delle ombre emerge dall’abisso. È grande, con artigli possenti e un buco nero al posto della bocca, e colpisce il Dorniano. Dandelia sbianca alla vista di quell’orrore, ma si riprende, ormai avvezza all’oscurità in ogni sua forma. Gli altri reagiscono prontamente: Lan passa sotto le gambe dei compagni e della creatura e affonda le sue lame nella schiena dell’essere; Rodnak la falcia con la sua ascia; Ratto la brucia con la luce della lanterna; a Vanyar basta un movimento ad arco del suo bastone per farle perdere l’equilibrio e precipitare nel nero sottostante.

        Ratto viene attaccato e ferito più volte alle spalle, ma non può voltarsi: altrimenti perderemmo il ponte. Lan deve ancora abbattere un nuovo essere dagli artigli prima che tutti ritroviamo la terra ferma. Ratto chiude la lanterna appena in tempo, un istante prima che decine di morti si scaglino contro di noi.

        Il rischio è stato elevato e il gruppo è scosso. Vanyar li osserva e dice: “Siete tutti utili, a vostro modo, per il raggiungimento di uno scopo più grande.”

        Dormiamo. Rodnak sente qualcosa contro la schiena. Si sveglia, si volta e trova un bambino vestito con abiti lerci. Lo osserva: ha una faccia scura, occhi chiari e una voce gorgogliante che dice: “Il letto era freddo.” Poi si scioglie in una pozza d’acqua. Rodnak è soprattutto infastidito per essere stato svegliato. La mattina seguente Vanyar, memore dell’incontro con i cavalieri neri, vuole verificare: e infatti l’acqua c’è.

        Avanziamo in una giornata di sole calda ed estiva. I lupi di Dandelia si agitano. Lan esplora i dintorni. Sentiamo voci oscure, forse di Ordendor, e giriamo alla larga. Incontriamo altre fattorie vuote. Lan controlla una di esse e la troviamo sicura: ci fermiamo per la notte. Ratto manda Shawn a perlustrare passando dal camino. Ripartiamo la mattina seguente. Dall’alto di una collina scorgiamo fuochi in lontananza: Vanyar sale su un albero e ne conta dieci. Li superiamo in silenzio, passando a ridosso di un accampamento con una decina di Ordendor. Usciti dal boschetto, davanti a noi si apre la campagna aperta e svetta la grande cascata in lontananza.

        Superiamo la casa di Kallorek e troviamo guardie cittadine: la nostra presenza non è più un segreto. Ci rifugiamo in un capanno mentre Ratto istruisce Shawn su come avvisare Baham. Nel frattempo, Dandelia, ironica, si rivolge a Vanyar: “Dovresti dirci cosa significa Ilil Matun.” L’elfo la guarda con disprezzo: “Dovrebbero vietare l’alto elfico a chi non è della nostra razza.” Non scorre buon sangue tra i due compagni.

        Troviamo un capanno dove ci rifugiamo ma poco dopo compare dal nulla la figlia di Kallorek: ci informa che suo padre ci cerca. Le rispondiamo che siamo impegnati. Passa il tempo e Bahamut non si presenta e Vanyar, diffidente, tiene gli occhi aperti. Arrivano infatti soldati di Kallorek, ma riusciamo a sgattaiolare via in silenzio e raggiungere Baham.
        Baham ci racconta che esistono quattro fari: il primo a sud-sudovest, vicino all’antica cittadina di Adishira; il secondo oltre le montagne, nella parte più a nord; il terzo a est, nel Deserto delle Lacrime; il quarto nel grande gelo del nord, dove potremmo cercare risposte, come ad esempio un figlio della luce capace di risvegliare Izrador. Dandelia comprende che per ottenere le coordinate precise del quarto faro — in una zona di circa venti chilometri — dovremo accenderne almeno due. Baham narra inoltre di una donna elfa molto anziana, non Aradil, convinta di poter trovare qualcuno nell’oscurità.

        Baham si alza con i suoi cani e dice a Ratto: “Vieni con me.” Lo conduce verso la cascata e, dietro di essa, all’interno di una grotta. Scendono fino ad arrivare a una stanza spoglia. Baham prende la parola: “Il mio tempo sta per finire. L’ombra è giunta e non posso abbandonare questo luogo, ma tu sì, e potrai salvare la nostra specie.” Raccoglie da terra un ciottolo e lo porge a Ratto.

        Ratto accetta: “Anch’io porto un fardello. Credo alle tue parole, maestro. Qual è il mio compito?”
        “Ha rinchiuso le anime dei nostri fratelli che non hanno ceduto a Izrador. In questo ciottolo dall’apparenza insignificante vive la nostra stirpe. Solo il Padre dei Draghi può farli rinascere o guarire grazie ad esso.”
        “Un grande viaggio ci attende” conferma Ratto. “Un grave fardello, ma penso di poterlo portare. Il popolo antico e la tua memoria non saranno dimenticati.”

        Tornano. Prima di congedarsi, Bahamut ricorda a Vanyar: “Solo tu potrai usarlo. Dentro di te hai la forza per attivarlo o distruggerlo: sta a te.”

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        Sessione 38 - 18/03/2026

        Lauren ci tradisce + Izrador ci cattura

        Usciamo nella notte, ma veniamo subito intercettati dai soldati di Kallorek e da lui stesso. La nostra partenza fallisce ancor prima di cominciare.

        Le guardie ci circondano. Vanyar non vuole rientrare in casa e lo dice chiaramente al gruppo. Nel frattempo Kallorek prende la parola: «Vedo che avete nuovi amici. Ma sono affidabili?». Vanyar osserva Dandelia e scuote il capo, mentre Lan lo sommerge di parole; Kallorek, però, non si convince.
        «Non mi piace essere preso in giro. Vi ricordate della Banda del Serpente?» Il gruppo è coeso e vuole seguirlo, aprirsi con lui. Vanyar dubita e gli chiede se davvero aiuterà la città dopo aver usato la Stella del Mattino. «Le due cose coesistono», risponde Kallorek.

        Raggiungiamo la sua magione. Ci offrono di lavarci e ritroviamo Jona, che ci servirà da bere e ci porgerà gli asciugamani. «Bentornato, amico», dice a Vanyar. «Il termine "amico" viene usato spesso senza criterio», gli risponde l'elfo. Dandelia fa domande e, alla fine, alla donna di Dorne piacciono gli ubriaconi.
        Lan è convinto: ci hanno dato una casa e una famiglia, e dobbiamo aiutare anche se tra poco queste mura non esisteranno più. Anche Vanyar si convince, pur nutrendo dubbi sull'uso della Stella. Ratto viene consultato su tutto e segue, come Rodnak, le decisioni del gruppo. L'umano, però, sembra pensieroso, come se un fardello più grande gravasse sulle sue giovani spalle.

        Arriva Lauren, che lancia battute oscene e allusioni sessuali a Vanyar e Dandelia, con divertimento o almeno indifferenza di entrambi. Lauren ci accompagna a cena, dove servirà il vino insieme a Jona. Mangiano e bevono tutti tranne Vanyar, che si astiene come di consueto. Parlano, e Lan esprime il suo desiderio di compiere grandi gesta che aiuteranno l'umanità. Fa anche uscire Lauren con Dandelia e racconta a Kallorek che deve spezzare il legame con Izrador. Si conclude con un brindisi alla nuova alleanza.
        Intanto, fuori, Lauren si fa avanti, ma Dandelia rifiuta le sue avances. Per un momento pensa di colpirla, poi ricorda le parole di Vanyar sulle buone maniere. Le blocca il polso: compare un pugnale, e si scambiano un bacio traditore.

        Seguiamo Kallorek. Arriviamo a un basamento, appoggiamo la Stella del Mattino, e tutti crollano a terra. Kallorek urla: «Cosa avete fatto?» prima di cadere anch'egli. Solo Vanyar rimane in piedi insieme al povero Lan che si contorce per il vomito e bracolla. Vanyar posa le mani sul goblin per curarlo; insieme versano pozioni contro il veleno sui compagni, ma senza alcun effetto.
        Entra Lauren, scortata dalle guardie, con al collo il medaglione del padre per controllare i Golem. «Non mi aspettavo di vedervi ancora in piedi.» Lan scatta e tenta di strapparglielo, ma oltre a essere al collo è tenuto stretto tra le mani di Lauren. Il goblin ci riesce, ma invece di averlo in pugno il medaglione cade a terra. Lei lo afferra e fugge; Lan viene attaccato da quattro guardie e ridotto in fin di vita.
        Vanyar raggiunge la ragazza e le urla: «Vuoi uccidere tuo padre?».
        «Voglio salvare chi amo», risponde lei. «Sono solo sonniferi.» E intanto Lan viene sopraffatto. «Arrendetevi e venite con me», aggiunge Lauren. «A chi ci hai venduto, pensando di fare del bene? Al male ci hai venduto, sciocca ragazzina.» Le parole dell'elfo si spengono quando un colpo alle spalle lo getta nel buio.

        FADE TO BLACK

        Riapriamo gli occhi. Siamo nel bosco, circondati dagli Ordendor e da un puzzo di urina e morte. Siamo legati in cerchio gli uni con agli altri, le mani dietro la schiena. Ci accorgiamo di essere legati due volte: una per tenerci immobili, una per tenerci uniti tra noi. Kallorek impreca contro la figlia, ma poco importa.

        Di fronte a noi, uomini pieni di cicatrici e sofferenza, marinai segnati da mille peripezie. Tra loro si erge una donna umana: il oro Capitano. «Tu sei il mostro Lan, il goblin», dice, poi si volta verso Vanyar. «E tu sei l'assassino del figlio di Voss. Grande sarà il mio premio.» «Il figlio di Voss, dici? La sua morte fu un errore… o forse no», risponde beffardo l'elfo, dietro un pallido sorriso.
        «Io sono il Capitano Lisandra. Ditemi dov'è il cristallo» ma non le diciamo nulla.

        Gli Ordendor ci fissano con rabbia e Vanyar intravede uno spiraglio. Sputa addosso al più grosso davanti a lui: il caos è la conseguenza immediata di quel gesto. Mentre gli Ordendor si avventano, Lan riesce a liberarsi con l'agilità di un circense, senza che nessuno lo noti; Vanyar imita il compagno; Dandelia fa spuntare ali e artigli e cerca di tagliare le corde; Ratto usa la Lanterna e svanisce nel piano delle ombre, rendendosi invisibile. Una sfera violacea esplode sopra di noi, ma ormai Lan è già sgattaiolato via, come Vanyar, come Ratto. Dandelia libera Kallorek, a costo di essere colpita da frecce nella fuga. Kallorek si getta su Lisandra: «Ho abbandonato Izrador. Scappa, Lauren!», le urla, e anche la ragazza fugge da sola. «Nessuno abbandona Izrador», dice Lisandra, e una bolla di energia colpisce Kallorek, facendolo volare lontano.

        Il Cristallo non si sa dove sia — ma non è in mano all'Ombra. Il ciottolo di Ratto, però, quello che contiene la stirpe draghesca, è già stato identificato ed è in suo possesso. Siamo nuovamente in fuga: senza oggetti né armi, senza un piano né speranze.

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