Campagna 3 - Log Sessioni

Log, riassunti e discussioni sulle sessioni svolte, aggiornati di settimana in settimana.
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Campagna 3 - Log Sessioni

Questo post contiene i resoconti delle avventure della terza campagna Midnight.
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[h2]Sessione 0 - 23/01/2024[/h2]
Resconto della sessione

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SESSIONE 0

Era un’epoca buia, dove il mondo, sconvolto e straziato, aveva perso ogni sembianza di pace. Non esisteva più un angolo sicuro, ogni respiro era un atto di sfida alla morte stessa. Inizia così la nostra storia; la storia di una compagnia disperata, un gruppo eterogeneo di sopravvissuti che correvano incessantemente, da un capo all’altro di terre desolate, aggrappandosi disperatamente alla speranza di vedere ancora la luce del giorno successivo.

Lan, l’ombra furtiva; Ratto incantatore mistico; Vaniar, il lottatore dalle arti oscure, e Rodnac, il guerriero indomito, erano legati da un destino comune, costretti a fuggire in cerca dell’unico rifugio rimasto: le città, ultime vestigia di un’umanità decaduta. Fuori, i ritornati - creature un tempo umane ora mostruosamente deformate - infestavano ogni angolo, strappando via ogni speranza a chiunque osasse sfidarle anche solo per una notte.

Alvedara, la città dei misteri, si ergeva in lontananza come un miraggio. Qui, la fortuna arrise ai nostri avventurieri, conducendoli tra le braccia dei ribelli. Mesi trascorsero nei bassifondi e nelle fogne della città, dove sopravvivevano grazie a lavori sporadici, barattando ogni oncia di fatica per una pagnotta rafferma. La compagnia, divenuta sempre più affiatata, decise infine di sferrare un colpo all’ombra, gettando il caos tra le fila nemiche. Vennero a conoscenza di un documento segreto, prova del tradimento di Voss, un Legato potente e ambizioso, deciso a spodestare Jahzir.

Ma il destino è crudele. Allertate le guardie, esplose una serie di scontri feroci. Tra il clangore delle spade e il sibilo dei pugnali, apparve il figlio di Voss, arrogante e sicuro di sé. In un attimo di brutale giustizia, la sua testa esplose in una pioggia di sangue e ossa, gettando il caos tra i presenti e facilitando la fuga dei nostri eroi. Ma quel sangue versato reclamava vendetta...

Voss, furioso e accecato dall’odio, giurò di non trovare pace finché i ribelli non fossero catturati e giustiziati. Il suo giuramento risuonò come un’eco maligna, portando morte e distruzione. In ogni piazza di Alvedara, i sospettati venivano trucidati senza pietà, e le taglie sui quattro ribelli lievitavano, alimentando la caccia all’uomo. La città stessa sembrava sussurrare il nome dei nostri eroi, tradendoli a ogni angolo.

La fuga era inevitabile. Si mossero verso sud-est, sperando di sfuggire alle spietate orde di cacciatori al soldo di Voss, il quale, colpito nell’orgoglio, li seguiva senza tregua. Le sue ambizioni erano alte: desiderava sostituirsi al Re dell’Ombra, entrare nelle grazie di Izrador, e non avrebbe tollerato l’affronto subito.

Dopo mesi di fuga, i nostri fuggitivi raggiunsero Porto Alliss. La fortuna, quella fugace amante, permise loro di intrufolarsi su una nave diretta all’Isola di Asmadar. Una volta sbarcati, si addentrarono nell’entroterra fino a raggiungere la cittadina di Hendar, un’oasi di apparente tranquillità. Qui, si stabilirono, cercando di fondersi nell’ombra della normalità, sperando che Voss, infine, abbandonasse la sua caccia.

A Hendar, servirono per mesi un uomo eccentrico di nome Kallorek, che in cambio del loro servizio offriva un tetto e un pasto caldo. Sembrava che una pace insperata fosse finalmente a portata di mano. Ma l’ombra, quell’entità insidiosa e onnipresente, non aveva intenzione di lasciare che la quiete durasse. Ancora una volta, si preparava a emergere dalle tenebre, pronta a reclamare la sua vendetta…

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SESSIONE 1 - 22/08/2024

Sembrava un giorno come tanti altri, con la solita routine che ormai sfiorava la noia. Tuttavia, quella notte accadde qualcosa di strano. Ratto si svegliò di soprassalto, come se avesse avuto un incubo, e si diresse verso il bagno. Mentre attraversava il corridoio, notò qualcosa di inquietante fuori dalla finestra: un Occhio tentacolare lo osservava per poi sparire nell'oscurità. Paralizzato dal terrore, riuscì solo a stringere forte il suo cane, che dormiva ai piedi del letto, e a rannicchiarsi senza dire una parola, incapace di chiudere occhio per il resto della notte.

Al mattino, quando gli altri si svegliarono, Ratto raccontò loro tutto. La sua storia lasciò i compagni turbati e perplessi; nessuno di loro aveva mai sentito parlare di una creatura del genere, eccetto Lan, che sembrava avere qualche vaga reminiscenza. Scendendo in sala per la colazione, il gruppo trovò il consueto clima tranquillo: Helda che annotava qualcosa sul suo taccuino, alcuni avventori che chiacchieravano e un tipo losco che, secondo Ratto, cercava di vendere vino di dubbia provenienza.

Lan informò subito la sua amica Anya dell'occhio, che si allarmò, come sempre, chiedendosi perché non avessero avvisato le guardie. Lan, colto alla sprovvista, decise di parlarne con gli altri. Proprio in quel momento, Lauren irruppe agitata nella stanza e si avvicinò alla locandiera, che subito indicò il gruppo per un "lavoretto". Sebbene Lauren non avesse modo di pagarli, i nostri eroi si offrirono di aiutarla, riconoscenti per l'ospitalità ricevuta.

Lauren spiegò che un suo caro amico, Handry, era scomparso, e che sulla porta della sua masseria erano comparse delle rune con scritte indecifrabili. Il gruppo raccolse tutte le informazioni e si offrì di investigare. Ma, proprio mentre stavano per uscire dalla taverna, un forte trambusto attirò la loro attenzione.

La banda del Serpente fece il suo ingresso trionfale, guidata dalla Serpe in persona, acclamata dalla folla. Portavano con sé sei Goblin incatenati, ostentando il loro successo in una battaglia contro centinaia di queste creature. Lan, visibilmente nervoso, cercò di nascondersi alla meglio, suscitando qualche sorriso tra i compagni.

Mentre la Serpe si pavoneggiava davanti alla folla, Rodnac notò qualcosa di strano: la banda era priva di graffi o segni di lotta, e la loro attrezzatura era impeccabile, come se non avessero combattuto affatto. Anche i Goblin sembravano stranamente intatti. Le parole di Rodnac iniziarono a diffondersi tra la folla, suscitando dubbi e sospetti. L'elfo Vaniar colse l'occasione per seminare ulteriori sospetti, convincendo sempre più persone della verità.

Nel mezzo della confusione, il cane di Ratto, che si era allontanato per un attimo, si avvicinò al vecchio Baham, che lo accarezzò e indicò il suo padrone. Ratto, incuriosito, si avvicinò e scambiò qualche parola con Baham, il quale gli disse che secondo lui molti guai stavano per arrivare.

Decisi a fare chiarezza sulla scomparsa di Handry, il gruppo si diresse verso la vecchia masseria, dove trovarono le misteriose rune. Lan, l'unico in grado di leggerle, parlò di una maledizione legata alla strega del Sangue, una vecchia storia che si raccontava ai bambini. Gli altri, però, non ne erano convinti. Intanto, Vaniar scoprì che le tracce trovate erano state messe lì appositamente per sviare l’attenzione. Il mistero si infittiva.

Guidati dal fiuto del cane di Ratto, si inoltrarono in un boschetto vicino, dove scoprirono delle bambole di paglia appese agli alberi, ulteriore motivo di allarme per Lan, sempre più convinto che ci fossero delle streghe dietro a tutto questo. Più avanti, in una radura, vennero attaccati da delle bestie succhia sangue, che riuscirono a sconfiggere non senza riportare qualche ferita. Subito dopo trovarono il corpo di Handry, prosciugato e appeso a un albero. Decisero di recuperarlo e tornare indietro prima che facesse buio.

Arrivati alla masseria sotto il cielo notturno, per evitare le creature che si aggiravano nella notte, decisero di rifugiarsi all'interno e aspettare l'alba. Mentre Ratto cercava di illuminare la porta per tenere lontane le bestie, Lauren apparve all'improvviso con una torcia in mano: era venuta a cercare il suo amico. I nostri avventurieri le mostrarono il corpo e le raccontarono cosa era accaduto, poi insieme tornarono al villaggio per avvisare immediatamente il capo delle guardie, che si prese cura del cadavere e avvisò i familiari di Handry.

Era buio ma non ancora notte inoltrata. Mentre si avvicinavano alla casa della Serpe per dare un'occhiata, videro il mendicante uscire, visibilmente scosso, alla ricerca di una luce per tornare a casa. Gli offrirono di accompagnarlo e, approfittando della situazione, iniziarono a fargli alcune domande. I loro sospetti sulla Serpe e la sua banda diventavano sempre più forti.

Lan decise di fare un giro intorno alla casa, sfruttando il buio e la sua scurovisione, sperando di scoprire qualcosa di interessante. Non riuscì a captare altro che il vociare tipico delle taverne. Tuttavia, mentre perimetrava l’edificio, notò una finestra aperta...

To be continued.

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SESSIONE 2 - 06/09/2024

I piccoli occhietti giallognoli di Lan scrutavano attentamente l'oscurità attraverso la finestra laterale della sede della Banda del Serpente. Dall'interno giungeva un vociare sommesso, intervallato da risate sguaiate e grida di giubilo. Poco distanti, nascosti dall’ombra della notte, Vanyar, Ratto e Rodnak attendevano in silenzio, mentre osservavano Jonah, il famigerato mercante di vini, entrare furtivamente nella dimora.

Lan esitava. La prospettiva di avventurarsi da solo nella magione lo riempiva di un’inquietudine crescente. Tornò quindi dai suoi compagni in cerca di sostegno. Decisero di avvicinarsi di nuovo al perimetro della casa, ma il barbaro Rodnak, nel tentativo di avanzare con discrezione, inciampò rovinosamente, cadendo a terra con un tonfo che risuonò nell’oscurità. Immediatamente, il chiacchiericcio all'interno della casa cessò: erano stati scoperti.

Vanyar e Lan, con la prontezza di chi è abituato a sfuggire ai pericoli, si dileguarono rapidamente, ma Ratto, nascosto tra i rami di un albero vicino alla finestra aperta, fu meno fortunato. Immobilizzato dal panico, tentò di distrarre i membri della banda con qualche sortilegio, ma senza successo. Gli uomini della Banda del Serpente uscirono in massa, affamati di vendetta e pronti a scovare gli intrusi.

La Bestia, il colossale Thor, bloccò Rodnak con una presa d'acciaio, mentre la Strega di fuoco, Estia, individuò Ratto tra le fronde grazie a un incantesimo. Entrambi furono condotti al cospetto di Joshua, la Serpe, nella sala principale. Qui iniziò un interrogatorio mascherato da false cordialità. Joshua, irritato, si lamentò della scomparsa del vino, e Ratto, con la lingua sciolta dal timore, indicò subito Joah come possibile colpevole, accusandolo di aver offerto loro il prezioso liquido quella stessa mattina.

Il discorso si spostò poi sulla scomparsa di Handry, il boscaiolo, e sugli sforzi investigativi del gruppo nei boschi e nella casa del malcapitato. Quando rivelarono di aver trovato il corpo di Handry, orribilmente straziato dalle bestie volanti che la notte precedente avevano ucciso anche il povero Shawn, la rabbia di Joshua esplose come un fulmine, riempiendo la stanza di una furia repressa. Ordinò ai prigionieri di andarsene immediatamente, e mentre si allontanavano, le urla del capitano della Banda del Serpente echeggiavano alle loro spalle come un macabro presagio.

Una volta riuniti a Vanyar e Lan, i quattro compagni decisero di tentare il salvataggio di Joah, sapendo bene che la sua vita era appesa a un filo a causa delle loro rivelazioni. Si misero in marcia alle prime luci dell’alba, ma giunti alla modesta dimora del mendicante trovarono solo le tracce fresche del carretto, che si dirigevano verso il bosco.

Seguendo le tracce, raggiunsero una radura, dove Joah stava per trattare con una banda di fuorilegge accampati ai margini del bosco, guidati dal loro capo, Marcus. Con decisione, il gruppo uscì allo scoperto, sfidando apertamente i banditi. La tensione si tagliava con un coltello. Le mani si strinsero intorno alle impugnature delle spade. Le lame erano pronte a danzare, e presto, sangue e acciaio avrebbero parlato al posto delle parole.

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SESSIONE 3 - 18/09/2024

...la conversazione si accendeva sempre di più, e i banditi, cercando di intimidire i nostri avventurieri, mostrarono delle gabbie contenenti bestie succhiasangue al loro interno. Sembrava che fossero in grado di "domarle", e il loro ghigno minaccioso lasciava intendere che non esitassero a usarle.

Dopo una lunga battaglia e un intervento decisivo quanto fortunato di Lan, riuscirono a uccidere il capo dei banditi. La morte del leader gettò nel terrore i suoi scagnozzi, che iniziarono a parlare, scossi dalla paura. Svelarono i piani di Marcus, ormai morto, e l'esistenza di un accordo con qualcuno in città. Il loro compito era creare il panico con i succhiasangue e fornire cibo ai Monotauri, bestie mostruose che si trovavano poco più a est.

Continuando la perlustrazione, il gruppo scoprì nella caverna adiacente una sorta di fango "magico", capace di allontanare i succhiasangue. Non lontano, un fosso nascosto catturò la loro attenzione, facendo pensare alla tana di qualche creatura abominevole.

Raccattarono tutto ciò che potevano, legarono i prigionieri e si misero in cammino verso i Monotauri, sperando di potersi fingere i sostituti di Marcus per ottenere maggiori informazioni. Dopo poco, incontrarono Agaris, il capo dei Monotauri, accompagnato da altri cinque giganti cornuti. Con la sua voce cavernosa, Agaris rivelò di avere un accordo con La Serpe, e che se quest’ultimo non avesse onorato il patto, il villaggio avrebbe subito terribili conseguenze. La Serpe aveva già ricevuto il suo premio, ma nessuno sapeva esattamente cosa fosse. Senza dare ulteriori dettagli, i Monotauri li congedarono bruscamente, lasciandoli con più domande che risposte.

Il gruppo, confuso e pieno di dubbi, tornò verso casa e decise di fermarsi per la notte da Handry. Mentre si sistemavano, qualcuno bussò alla porta. Apparve un elfo incappucciato: Maldiluna, uno degli scagnozzi de La Serpe. Nonostante i dubbi e le paure, lo fecero entrare, scoprendo presto che li stava pedinando da tempo.

La situazione precipitò rapidamente quando Maldiluna iniziò a minacciare il gruppo, dichiarando che se non avessero collaborato, li avrebbe messi seriamente in difficoltà, persino mettendo a rischio le loro vite. Vaniar, però, non accettò le minacce e un inevitabile scontro ebbe inizio.

L'elfo Maldiluna si rivelò un avversario ostico e pericoloso, ma, trovandosi in difficoltà, tentò la fuga. Per il gruppo, però, una cosa era certa: non potevano lasciarlo scappare. Maldiluna doveva morire.

to be continued

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SESSIONE 4 - 25/09/2024

I nostri tentativi di fermare Maldiluna sembravano infiniti, il maledetto elfo si muoveva rapido, cercando ogni via di fuga. Ma alla fine, le nostre forze unite misero fine alla sua corsa. Vaniar, con un rapido sguardo, capì che l'elfo poteva essere più utile vivo che morto. Lo stabilizzò, deciso a usarlo come prova. Tuttavia, proprio in quel momento, un urlo improvviso squarciò il silenzio della notte, illuminando l'oscurità con il presagio di un nuovo pericolo.

Ratto, senza esitare, corse verso la fonte delle grida. Quando arrivò, vide Lama d’Ombra, un altro sicario de La Serpe, che emergeva dall'oscurità con l'arco teso, ma invece di scoccare la freccia, si dileguò nella notte come un fantasma. Ratto si avvicinò, tremante, a Jonah che era inginocchiato, scosso dal terrore. Vicino a lui, i due testimoni giacevano sgozzati, il loro sangue impregnava il terreno. Il nostro già fragile piano sembrava sgretolarsi davanti ai nostri occhi.

Con poche prove a disposizione, nascondemmo ciò che avevamo nel carretto e ci dirigemmo verso la dimora di Kallorek, l'unica speranza rimasta. Le guardie ci accolsero con diffidenza, non volevano svegliare il loro capo nel cuore della notte, ma con fatica riuscimmo a convincerli. Ratto, controvoglia, si offrì di conferire con Kallorek. Il leader, seppur riluttante, alla fine credette alle parole di Ratto, ma le sue mani erano legate: La Serpe godeva di troppo favore in quel villaggio, e senza prove concrete, non poteva agire. Con immenso dispiacere di Vaniar, sotto consiglio di Kallorek, fummo costretti a liberare Maldiluna.

Mentre tornavamo verso la taverna, il silenzio della notte fu spezzato da una sensazione opprimente. Rodnac, sempre vigile, percepì da lontano una presenza oscura, potente e sinistra, che ci osservava. Accelerammo il passo, ma non facemmo in tempo a raggiungere la taverna prima che una gigantesca bestia, simile a un ragno mostruoso, ci attaccasse. Il combattimento fu feroce, ogni colpo sembrava inefficace contro quell’abominio. Ma, nonostante le difficoltà, alla fine la creatura crollò, e noi, sfiniti, raggiungemmo finalmente la taverna.

Elda, nonostante l'ora tarda, ci aprì la porta. Vedendoci malridotti, pieni di ferite e sangue, ci accolse senza esitazione. Chiamò Anya, che si affrettò a preparare qualcosa di caldo. Lan, vedendo l’amica così agitata, decise di accompagnarla in cucina, sperando di tranquillizzarla e proteggerla. Anya, tuttavia, sembrava più sospettosa del solito. Con voce tremante, chiese per la prima volta a Lan di mostrare il suo volto, un volto che aveva sempre tenuto nascosto. Lan esitò, la paura di essere giudicato lo consumava, ma decise di fidarsi della loro amicizia. Lentamente, abbassò il cappuccio.

Il risultato fu devastante. Anya urlò, spaventata, chiamandolo “figlio dell’Ombra”, pronta a colpire. Elda, pronta a difendere la sua amica, si lanciò verso Lan, ma per fortuna Ratto riuscì a intervenire con un trucco rapido, convincendo tutti che Lan fosse solo un “bruttissimo gnomo”. Lan, distrutto dall’umiliazione, si inginocchiò, tirando nuovamente su il cappuccio, le lacrime gli rigavano il volto. Si scusò e si ritirò in camera, il cuore spezzato.

Là, rannicchiato in un angolo, Lan si perse nei suoi pensieri. Non poteva credere che Anya, la sua fidata amica, non si fosse fidata di lui. La sua mente continuava a rigirare la stessa domanda: “Sono davvero un goblin? Sono davvero malvagio?” Cercava disperatamente di convincersi che fosse ancora un elfo, che non fosse ciò che temeva di essere.

Quando noi amici rientrammo, facemmo del nostro meglio per consolarlo, anche con battute maldestre, cercando di fargli capire che, anche se noi conoscevamo la sua vera identità, non tutti potevano accettarla così facilmente. Con il nostro supporto, Lan pian piano recuperò un po’ di forza. In lacrime, ci ringraziò e giurò di non commettere più simili errori.

Finalmente ci coricammo, ma nel bel mezzo della notte qualcuno bussò alla porta. Ratto aprì, e Rodnak, sempre pronto alla battaglia, si posizionò dietro di lui con l’ascia in pugno. Ma non c'era alcun pericolo. Era Anya, venuta a scusarsi con Lan.

Con molte esitazioni, Lan accettò di parlare con lei. Per tranquillizzarlo, Ratto fece uscire il cane con loro. Anya lo portò in una stanza vuota, illuminata solo da una candela. Si scusò per la sua reazione, ma disse di essere certa di ciò che aveva visto. Aveva bisogno di credere che potessero esistere goblin "amici". Lan cercò di farle capire che non era l'aspetto esteriore a contare, ma le azioni di una persona.

Anya, con un ultimo desiderio, chiese a Lan di appoggiare la mano su uno strano uovo dorato alle sue spalle, raccontandogli una leggenda che diceva fosse in grado di rivelare il male. Lan, affranto e frustrato, si alzò di scatto e posò la mano sull'uovo. Improvvisamente, una visione lo travolse: un’enorme ombra di un rettile, forse un drago, volava su alte torri sulle quali una potente luce brillava. In mezzo a queste visioni rapide e vivide, apparve un libro con una chiave : Il Tomo Celestiale???

Lan rimase senza parole, felicissimo. Questa visione confermava ciò che una Megera gli aveva raccontato in passato: esisteva un tomo celestiale, in grado di spezzare per sempre la sua maledizione.

Quando Lan raccontò tutto ad Anya, lei lo guardò incredula, dicendo che non aveva visto nulla. Voleva solo mettere alla prova il suo cuore. Ma Lan non diede peso al suo "gioco" crudele. Era pieno di vita, raggiante per la speranza di un futuro diverso. Anya, vedendo il suo entusiasmo, sorrise e decise che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutare Lan e il gruppo a smascherare La Serpe e la sua banda.

L'alba si avvicinava, ma una nuova speranza brillava all’orizzonte.

TO BE CONTINUED

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SESSIONE 5- 15/10/2024

Nella quiete della notte, Anya prese una decisione audace e carica di mistero: avrebbe aiutato i nostri eroi a infiltrarsi nella tenebrosa dimora della Serpe, per carpire ogni segreto possibile. Lan, con il cuore colmo di euforia, ritornò dai compagni, raccontando loro ogni dettaglio. Cercava tra i suoi ricordi e quelli dei suoi amici un luogo che riecheggiasse l’immagine appena evocata: “Fari nella notte su una scogliera, il mare che si infrange, e sopra di noi un drago, forse molti.” Gli occhi dei compagni brillarono di speranza: un luogo chiamato Mare di Pelluria rispondeva a quella descrizione. E sebbene potesse essere un azzardo, si aggrapparono alla speranza che fosse quello il posto giusto... anche se infinitamente grande.

La notte trascorse, ma prima dell’alba Vaniar si trovò faccia a faccia con un messaggio arcano: una scritta comparsa dal nulla sul muro della stanza. “Non dimenticare il mio nome”, recitava, incisa in un elegante e misterioso elfico antico. Vaniar rimase affascinato: non solo voleva scoprire il significato di quelle parole, ma anche come fossero apparse e chi le avesse scritte.

All’alba, gli avventurieri scesero per la colazione. A differenza del solito, la taverna era animata: i membri della banda della Serpe erano tutti intenti a consumare il primo pasto della giornata. Al centro del gruppo, il loro leader chiacchierava con Anya. I nostri eroi si fecero coraggio e si sedettero a loro volta, ma non tardarono a essere avvicinati dalla Serpe in persona. Le sue parole, sottili come un pugnale nascosto, lanciavano velate minacce e insinuazioni. Nonostante la tensione palpabile, il gruppo non si lasciò intimidire. Il carisma e la fama del leader della Serpe erano evidenti, ma così lo erano anche i sospetti che nutrivano nei suoi confronti.

All’uscita, i nostri eroi tentarono di seguire la banda, cercando l’occasione giusta per permettere a Lan di intrufolarsi nella casa della Serpe. Tuttavia, ogni tentativo fu vano: alcuni membri del gruppo si dirigevano sempre verso quella direzione, rendendo impossibile qualsiasi infiltrazione. Capirono allora che avrebbero avuto bisogno di rinforzi. Decisero di cercare alleati, per quanto difficile potesse essere.

Il loro primo tentativo fu Baham, un anziano mendicante dalle vesti logore, ma dallo sguardo acuto e colmo di saggezza. Baham parlò di antiche profezie e visioni, accennando che le visioni di Lan potessero essere collegate al villaggio. Gli raccontò di una chiave misteriosa, un artefatto che la leggenda chiamava “luce nell’oscurità, la chiave che avrebbe illuminato il cammino verso l’ignoto”. Per Lan, il ricordo della visione si fece vivido e inquietante. Come poteva essere possibile che quell’oggetto fosse apparso proprio nei suoi sogni?

Successivamente, i nostri eroi si recarono da Graham, una figura di spicco nel villaggio, sperando che potesse credere alle loro parole prima dell’assemblea del consiglio cittadino, ormai imminente. La piazza centrale si animò di voci concitate, mentre la diatriba tra i nostri eroi e la banda della Serpe si fece sempre più accesa. Tuttavia, la proposta di una spedizione congiunta, accompagnata da testimoni, finì per prevalere, e Kallorek, figura enigmatica e ambigua, si offrì di partecipare.

Quando si accennò alla necessità di uccidere i Goblin, considerati una minaccia da molti, Lan, con sorprendente audacia, convinse gli altri a tentare un dialogo. Poco dopo, Lan e il fedele amico Vaniar furono condotti, contro il volere della Serpe, nella casa della banda. Nei sotterranei della dimora, tra luci soffuse e muri spessi, Lan si trovò faccia a faccia con i Goblin. Rivelando la sua vera identità, scoprì che questi erano stati venduti dai minotauri e, insimeme a loro, avevano anche consengato un oggetto prezioso, avvolto con cura in un panno di cuoio.

Non c'erano molti alleati e questo era un aspetto importante da non sottovalutare. Il gruppo raggiunse Baham, che subito sottolineò con un ghigno misterioso: “Qualcuno in città ama circondarsi di antichità…” Gli eroi iniziarono a nutrire dubbi anche su Kallorek, che si era proposto casualmente di accompagnarli insieme alla banda della Serpe.

La tensione era palpabile. Dovevano trovare una prova del coinvolgimento dei Goblin, e in fretta. Ma di chi potevano davvero fidarsi? I nostri eroi avevano messo piede in una trappola pericolosa, dove ogni alleato poteva essere un nemico in incognito.

L’avventura era tutt’altro che conclusa, e il destino li attendeva nel buio, con mille insidie ancora da svelare.

To be continued…

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SESSIONE 6 - 07/11/2024

Il crepuscolo avanza, e mancano solo due ore all’incontro presso la dimora di Kallorek. L’atmosfera è tesa, ogni suono sembra amplificato nell’attesa della spedizione imminente. Mentre i nostri eroi si preparano, Anya si avvicina a Lan, gli occhi pieni di preoccupazione. Gli sussurra che si è introdotta segretamente nella casa di La Serpe e, vicino alla sua stanza, ha avvertito una sensazione strana e arcana, un potere magico oscuro e potente. Spaventata, è scappata senza voltarsi. Lan, preoccupato, le consiglia di parlare con Elda, la locandiera, e di allertare gli altri di prepararsi per un possibile attacco dei minotauri, qualora la missione dovesse fallire.

Poco dopo, i nostri eroi incrociano Lauren, la figlia di Kallorek, che li ferma con un’espressione d'allarme. Li mette in guardia: sospetta che suo padre stia tramando qualcosa di pericoloso. Ha visto Kallorek prendere un amuleto antico e potente, capace di animare due statue magiche che lui usa solo nei casi più disperati. Confida anche un segreto a lungo custodito: non è la figlia di sangue di Kallorek, ma è stata adottata da bambina. Un giorno ha scoperto dei documenti in cui Kallorek viene avvertito da un fratello su una minaccia ignota. La rivelazione lascia gli eroi pieni di domande.

Arriva il momento dell’incontro, e la compagnia si dirige all’appuntamento. La Banda della Serpe è al completo, e Kallorek attende con due fidate guardie. Insieme si incamminano verso il campo dei minotauri. Arrivati, La Serpe si offre di trattare con loro da solo, ma Vaniar si oppone e insiste per accompagnarlo. Si addentrano nel campo, seguiti di nascosto da Lan, che si mimetizza tra le ombre della foresta. Un minotauro blocca i due e, su richiesta di La Serpe, lascia passare solo lui per parlare con Agarus, il capo minotauro. Quando Vaniar cerca di seguirlo, viene fermato, e La Serpe approfitta della situazione per proseguire da solo.

Nel frattempo, Lan si avvicina furtivamente, ma viene scoperto e attaccato da un minotauro. La sorte gli sorride: una combattente misteriosa appare dal nulla e distrae il mostro, permettendogli di fuggire. Quando finalmente riesce a sfuggire al suo assalitore, trova la sua salvatrice, una donna imponente, muscolosa e dalla pelle color dell’ebano, alta più del doppio di lui. Lan tenta di ringraziarla, ma lei lo congeda con modi bruschi, chiedendo di essere lasciata in pace. Incerto, Lan torna dai compagni per raccontare l’accaduto.

Intanto, La Serpe esce dall’incontro con Agarus con un ghigno malizioso e ordina a Vaniar di portare le bestie come stabilito, promettendo così ai minotauri di abbandonare per sempre il villaggio. Vaniar, sospettoso, riferisce la conversazione a Kallorek, seminando dubbi sull’onestà di La Serpe. Kallorek ordina comunque di portare le bestie. Durante lo scambio, però, Ratto scopre che l'oggetto consegnato a la Serpe dai Mnotauri, di cui avevon sentito parlare nache dai Goblin, è estremamente pericoloso e rivela il suo sospetto a Kallorek. Quest'ultimo lo obbliga a consegnare l'artefatto, che riconosce come l'Anello del Vuoto, un oggetto di tremendo potere.

La Serpe si rifiuta di consegnare l’anello in quel momento ma lo avrebbe fatto una volta a casa dov'era custodito, e Kallorek reagisce con una forza devastante, scatenando uno scontro. A quel punto compaiono anche Lan e la misteriosa guerriera per aiutare gli eroi. Lo scontro infuria quando, infine, Kallorek, vedendo La Serpe e la sua banda in ginocchio, ordina il cessate il fuoco. Sconfitto, La Serpe ammette di aver aperto lo scrigno che custodiva l’anello, custodito nella sua stanza, collegando tutto a quanto Anya ha raccontato.

Kallorek, furioso, minaccia La Serpe e ordina un rapido ritorno al villaggio per tentare di contenere i danni provocati dall’apertura dello scrigno. Ma all’arrivo, trovano il villaggio avvolto dalle fiamme, attaccato da creature alate, grandi come cavalli e dalle ali simili a quelle di pipistrelli. Senza esitazione, il gruppo si precipita verso la casa della Banda in cerca dell’Anello del Vuoto. Combattano ferocemente per aprirsi la strada, e Lan, mostrando abilità sorprendenti, decapitando una delle creature in un batter d'occhio. Al fianco dei nostri eroi la misteriosa guerriera, che si presenta finalmente come Maeve, resta a combattere.

Arrivati davanti alla porta, tentano di forzarla, ma un’esplosione devastante fa tremare la terra e rivela una creatura colossale e terrificante, emersa dall'oscurità. Kallorek, senza paura, esorta gli altri a cercare l’anello, mentre lui affronta la bestia abissale per guadagnare loro tempo. Gli altri si infilano dalle finestre mentre la creatura balza nel cielo, lanciando palle di fuoco e trasformando la casa in un inferno di fiamme e distruzione. Tra fumo e cenere, corrono per i corridoi, attraversano porte, finché finalmente trovano quella giusta.

Davanti a loro, avvolto in un vortice di magia nera, l’Anello del Vuoto fluttua, emanando un potere così oscuro e letale che ogni fibra del loro essere si irrigidisce.



To be continued…

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SESSIONE 7 - 11/11/2024

Finalmente la stanza della Serpe giaceva davanti a loro, avvolta nelle ombre e pervasa dall'odore acre di fumo. La luce fioca danzava tra le pareti, e lì, sospeso nell'oscurità vicino alla scrivania, fluttuava l'Anello del Vuoto, un oggetto di indescrivibile potere e pericolo. Ratto si avvicinò, prendendo con mani tremanti uno scrigno di metallo, e lo passò con decisione a Lan. Quest’ultimo, con la cautela di chi sa di maneggiare qualcosa di oscuro e pericoloso, usò lo scrigno per rinchiudere l'Anello senza toccarlo. In quell’istante, sembrò che il tempo stesso trattenesse il respiro.

Appena chiuso lo scrigno, il gruppo si precipitò fuori dall'edificio, che ormai stava per crollare avvolto dalle fiamme. Una volta all’esterno, si guardarono attorno cercando i compagni dispersi. Fu Maeve a spezzare il silenzio, indicando la piazza del mercato: in lontananza, si intravedeva l'ebnorme creatura proveniente dal Vuoto. La bestia scagliava Kallorek esanime contro il muro di una casa, il suo corpo abbandonato come una bambola rotta. Ma Kallorek doveva vivere: era l’unico che conosceva i segreti dell’Anello e l'unico in grado di svelarne il funzionamento.

Il gruppo si lanciò nella mischia, spinti dalla disperazione e dal coraggio, ma il cammino verso Kallorek era disseminato di creature minacciose. Lan, assicurato l'Anello all'interno del suo zaino, si gettò in battaglia senza esitazione. Il gruppo affrontò con difficoltà due creature alate, fendendo l’aria con i loro colpi e affrontando ogni resistenza con disperazione. Quando finalmente si avvicinarono alla creatura, si resero conto della sua vastità e della sua aura di pura oscurità: ogni movimento faceva tremare la terra, ogni colpo d'artiglio lasciava un segno indelebile sul terreno.

Vaniar corse verso Kallorek, cercando di infondergli la forza per restare in vita. Intanto, lo scontro si intensificava, e Maeve e Lan cercavano di distrarre la creatura, mentre Ratto, con un ultimo gesto disperato, affidava lo scrigno al suo fedele compagno animale, sperando di portarlo a Kallorek. Ma la creatura lo individuò e, con un colpo fulmineo, distrusse il coraggioso alleato. L'Anello scivolò fuori, finendo nella presa possente della bestia, come se il Vuoto stesso l'avesse reclamato.

I nostri eroi tentarono in ogni modo di recuperarlo, ma uno a uno caddero sotto la furia dell’avversario, le loro forze ormai al limite. Anche la banda della Serpe, i due elfi ed Erik, accorse in loro aiuto, ma le loro forze non erano sufficienti. E mentre la speranza iniziava a svanire, un’ombra maestosa apparve all’orizzonte. I loro cuori vacillarono di incredulità quando videro un drago iridescente avanzare, seguito da altre creature minori. Il drago piombò sulla bestia con furia primordiale, costringendola a indietreggiare e indebolendola col suo potere ancestrale.

Vaniar, purtroppo, giaceva a terra senza vita, ma Lan non poté fare a meno di accorrere da lui. Nessuno osava credere ai propri occhi: un drago, una leggenda vivente, si ergeva in loro difesa. Con il supporto miracoloso di quella creatura leggendaria, i nostri eroi riuscirono finalmente a sconfiggere la bestia del Vuoto. L'oscurità si dissolse, e le creature malvagie scomparvero, una a una, come dissolte da una forza superiore. Anche il drago e i suoi compagni volarono via, lasciando dietro di sé un silenzio carico di stupore e incredulità.

Quando la battaglia finì, il villaggio era un cumulo di rovine. I sopravvissuti si raccolsero, curando i feriti, dando pace ai morenti e sorvegliando chiunque potesse trasformarsi in un Ritornato. Mentre i giorni passavano, il villaggio cercò di ricostruire, un pezzo alla volta, con la comunità che ricompensò il gruppo donando loro la casa della Serpe come riconoscimento per i servigi resi. Lan, però, era inquieto: non aveva più notizie di Anya, la sua cara amica. Ogni angolo del villaggio era stato setacciato, ma il corpo di Anya non fu mai trovato. Più tardi, Lan scoprì una lettera nella sua stanza, che Ratto lesse per lui: parlava di accuse di tradimento e del rischio che avrebbe corso se non fosse tornata (dove?). Non c’era una firma, nessun indizio chiaro, ma Lan sentiva che era al sicuro, viva in qualche luogo lontano.

Dopo tre giorni passati a guarire ferite e a riparare il possibile, il Consiglio si riunì e condannò ufficialmente la Serpe come traditore. Kallorek intervenne per difendere il gruppo, rafforzandone la fama all'interno della comunità. Gli elfi e gli ex seguaci della Serpe, compreso Erik, furono accolti nuovamente con restrizioni, un segno della difficile fiducia ritrovata.

Infine, il gruppo si recò da Kallorek per informarlo della perdita dell’Anello. Nessuno sapeva, però, che Maeve lo aveva recuperato di nascosto. Quando giunsero da Kallorek, egli rivelò quanto fosse prezioso quell'oggetto: un’antica chiave, in grado di controllare le creature del Vuoto. Parlando del drago, raccontò di come un tempo fossero abitanti frequenti di quelle terre, esseri di leggenda scomparsi molto tempo fa. Kallorek si rivelò un uomo esperto, un viaggiatore che aveva conosciuto gente potente e raccontava di fratelli lontani e terre attraversate.

Quando Lan gli parlò del Tomo Celestiale, Kallorek lo guardò con occhi colmi di stupore: quel tomo leggendario era, a quanto pare, legato proprio all’Anello del Vuoto, che ne costituiva una delle chiavi. Lan restò senza parole, eppure, una speranza si fece strada nel suo cuore. Aveva ulteriori conferme che in lui c’era qualcosa di grande, una forza dimenticata che ora iniziava a risvegliarsi. Tutti gli indizi andavano in una direzione e in quel momento comprese di essere stato, in una vita passata, un potentissimo Elfo.

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SESSIONE 8 – 19/11/2024

Dopo lunghe giornate di viaggio e lavoro, il gruppo di amici viene accolto calorosamente da Kallorek, che li ospita a cena. Tra chiacchiere sul misterioso anello e altre scoperte, i nostri eroi trovano un momento di tregua. Intanto Maeve, nuova compagna di viaggio, comincia a conoscere meglio i membri del gruppo. La sua curiosità la porta a scoprire chi siano realmente, e, per la gioia e l’irritazione di Lan, la donna mostra di non aver mai incontrato un goblin prima d’ora. Per lei, Lan è solo un "brutto essere deforme", ma questo lo considera comunque "meglio di un goblin".

Durante la cena, Kallorek esprime una riflessione intrigante: come mai i draghi hanno scelto di proteggere proprio queste terre, e come mai l’Ombra non è mai riuscita a danneggiare nemmeno una pietra dell’Asmadar? Le sue domande restano senza risposta, lasciando il gruppo in preda a dubbi. La tensione si alza quando Maeve, provocatoriamente, pronuncia il cognome di Kallorek, "Moon", scatenando la sua rabbia.

Per evitare un confronto, il gruppo si allontana, ma è allora che Maeve compie un gesto clamoroso: svela l’Anello del Vuoto, lasciando tutti senza parole. Lan e gli altri rimangono sbalorditi: quell’artefatto potrebbe essere la chiave per molte delle loro risposte. Ma l’evento si complica quando l’anello, come vivo, si fonde al dito di Maeve, donandole poteri straordinari e terrificanti. Il gruppo cerca di rimuoverlo, ben consapevole dei pericoli legati al suo utilizzo, ma ogni tentativo fallisce. Decidono quindi di consultare Baham, la cui saggezza li indirizza verso Nara, una conoscitrice delle arti antiche.

Nara esamina l’anello e scopre che si tratta di una Gemma del Vuoto, un oggetto potentissimo che dona un potere sempre crescente, ma al costo della vita di chi lo indossa. Maeve, però, sorprende tutti decidendo di tenerlo nonostante l’enorme rischio, pronta ad affrontare il destino pur di perseguire la sua missione di cui ancora non parla apertaemente. Nara aggiunge che l’anello potrebbe attivare un antico faro nelle Colline del Sole, che sembra essere legato alla visione di Lan ed alla Luce che sta cercando vaniar.

Ratto, curioso, domanda notizie sui draghi, e Nara rivela antiche leggende che parlano di draghi nascosti tra gli uomini. Lan, colpito dalla rivelazione, collega immediatamente la sua amica Anya al drago che ha visto in visione. La sua sparizione con l’arrivo dei draghi non sembra una coincidenza. Entusiasta, Lan espone la sua teoria agli amici, ma Vaniar rimane scettico e freddo, come suo solito.

Il gruppo decide di seguire il consiglio di Nara e si rivolge a Selene, esperta di antiche leggende. Con il suo entusiasmo trascinante, Lan convince Selene, inizialmente riluttante, a mostrare loro un passaggio segreto. Questo li conduce a una stanza nascosta, illuminata da candele, al cui centro si trova un Tomo Antico. Il libro narra una profezia che parla della Luce destinata a combattere l’Ombra. Tra le pagine, tuttavia, mancano frammenti cruciali. Ratto nota un’illustrazione raffigurante un uovo posato su un piedistallo, con una cascata e un faro sullo sfondo. Lan è sempre più convinto si tratti di Anya.

La serata si conclude con il ritorno alla locanda. Durante la notte, Maeve è tormentata da un incubo: il suo mandante si manifesta, ma nessuno del gruppo se ne accorge. Al mattino seguente, Kallorek li incarica di recuperare un tomo custodito in un tempio sarcosano nel sud-est. Il sacerdote Sarcosano Berek, custode del tempio, potrebbe avere informazioni utili. Il gruppo accetta la missione, ma non prima di chiedere indicazioni a Baham sulle Colline del Sole, che descrive con precisione.

Durante il viaggio, il gruppo incontra una donna disperata che sorregge il corpo esanime del compagno, vittima di un attacco di banditi. Mosso dalla compassione, Lan dona il suo cavallo per aiutarla a raggiungere il villaggio più vicino e trovare aiuto. Le indicano la taverna di Elda e la donna, tra le lacrime, ringrazia e parte.

Seguendo le tracce dei banditi, il gruppo arriva a una roccaforte nascosta tra le colline, ben protetta da guardie. Ratto si avvicina invisibile per esplorare, ma Lan, consapevole della scarsa abilità del giovane nell’agire in solitaria, decide di seguirlo sfruttando l’erba alta e la copertura del bosco.

TO BE CONTINUED...
Ultima modifica di Thooor il 20/05/2025, 11:29, modificato 1 volta in totale.

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