[Alive] Aske, il Vagabondo

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[Alive] Aske, il Vagabondo

Halfling nomade
Difensore (monaco), via della mano aperta



Il mio nome è Aske e sono un halfling originario delle Grandi Pianure.

Sono nato un giorno imprecisato circa 60 anni or sono in una tribù nomade delle Pianure dei Cavalli dell'Erenland. Ricordo poco della mia infanzia perché quando ero ancora bambino la mia tribù fu sterminata dagli orchi, e i pochi sopravvissuti furono ridotti in schiavitù dai legati dell'Oscuro presso la città di Alvedara. Lì fui privato di tutto, libertà, dignità e finanche del nome.

Dopo anni di oppressione, ancora ragazzo riuscii a fuggire, facendo perdere le mie tracce in una foresta vicina. Ma nell'Eredane, dove chiunque è diffidente degli estranei e li taccia come spie e servi di Izrador, essere soli è una condanna a morte, e ben presto, non riuscendo più a provvedere a me stesso, mi accasciai in una radura attendendo la morte.
Quando ero ormai al limite delle forze fui trovato da Jura, un erenlander solitario, che inizialmente pensando fossi già morto intendeva bruciare il mio corpo per evitare che si risvegliasse, ma realizzando che avevo ancora in me il soffio della vita mi aiutò a rimettermi in forze.
Dopo aver ascoltato la mia storia mi diede un nuovo nome, Aske, o "cenere" nella sua lingua, perché dalla cenere mi aveva raccolto, e iniziai a viaggiare con lui. Jura mi insegnò l'arte della sopravvivenza e a difendermi usando solo le mie forze e mezzi di fortuna, e scoprii che non era un semplice vagabondo ma che si occupava non solo di bruciare i morti, ma anche e soprattutto di aiutare schiavi e prigionieri a fuggire dai loro oppressori.

Un giorno, nei pressi di una scogliera sul mare di Pelluria, subimmo un'imboscata da parte di una banda di goblin, e Jura scomparve cadendo giù da una rupe. Accecato dalla rabbia, vendicai il mio mentore uccidendo i goblin rimasti, ma al prezzo del mio orecchio e occhio destri, che da allora porto coperti con una fascia che era del mio mentore.

Dopo essere rimasto solo ho continuato a vagabondare senza una meta precisa, evitando centri abitati, strade principali e gruppi numerosi, ma aiutando quando possibile altri fuggitivi come me e portando avanti l'opera e la memoria del mio maestro.


Storia corrente:

Nell'anno 100 dell'Era corrente vagavo lungo la costa Est del Mare di Pelluria, accompagnato da un worg liberato da un accampamento Ordendor, col quale sono entrato in sintonia e che mi accompagna già da molti mesi.

Il mio viaggio mi ha condotto nella foresta a sud dei Colli del Re, tra la fortezza di Chandering e le pendici delle Montagne Kaladrun. Qui, andando verso le Montagne, mi sono imbattuto in un campo di battaglia tappezzato di cadaveri, dove un pugno di nani giaceva in mezzo a un orda di orchi. La battaglia doveva essere terminata da poco perché ancora nessun morto si era risvegliato, ma erano troppi per bruciarli tutti o tagliar loro le teste, tuttavia tra i nani uno era ancora vivo e giaceva in stato di incoscienza, così l'ho caricato sul worg e l'ho trascinato nella foresta per salvarlo da morte certa. Eravamo ancora troppo vicini al campo di battaglia, per cui sia cercare di portare il nano sulle montagne che restare nella foresta erano scelte impraticabili, mentre tornare a nord o viaggiare verso Chandering erano anch'esse scelte azzardate, in quanto da lì proveniva la legione di Ordendor con cui si erano scontrati i nani. L'unica opzione praticabile era continuare a viaggiare verso sud, lungo la costa, aggirando le montagne o trovando un passaggio via mare.
Con il nano ancora in stato di incoscienza caricato sul worg abbiamo dunque continuato la marcia, e per fortuna abbiamo incontrato un'accampamento di gnomi contrabbandieri, prossimi a partire via mare verso la Marca Verde, che ci ha concesso di viaggiare con loro.

Qualche giorno dopo aver preso il largo il nano si è finalmente risvegliato, e ho conosciuto così Azaghâl Pugno d'Acciaio, re di un clan di nani delle Montagne Kaladrun, che purtroppo però in seguito al trauma subito ha perso parte della memoria e non ricorda né cosa sia successo ai suoi compagni né come o perché si trovasse alle pendici delle Montagne.

Durante la traversata una tempesta ci ha spinti fuori rotta costringendoci a prolungare il nostro viaggio, sino ad approdare sulle sponde della Grande Foresta a Ovest, presso la roccaforte di Althorin. Questa era un'antica città portuale elfica ormai in stato di abbandono, ma ancora utilizzata da contrabbandieri e pirati per il commercio con gli elfi.
Qui un gruppo scout elfici ci ha messi al corrente della situazione lungo la costa, e in particolare lungo la foce del Gamaril, ai cui lati sorgono 2 torri:
  • la torre lungo la costa Nord è una fortezza degli Ordendor comandata da un certo Belark il Nero, di cui quello che abbiamo davanti è solo uno di numerosi accampamenti. Sembra che decine di migliaia orchi si trovino ammassati nella zona, compresa la legione personale di Belark nota come Legione del Pugno Artigliato. Oltre agli Ordendor anche diverse migliaia di goblinoidi e truppe ausiliarie di umani si trovano accampate lungo il fiume;
  • lungo la costa Sud l'intera area è coperta da un'impenetrabile coltre di nebbia di origine innaturale, e le rare volte che questa si dirada è possibile vedere a perdita d'occhio un vasto territorio morente e paludoso, al centro del quale si staglia un'altissima torre nera senza porte o finestre.
Essendo sia io che Azaghâl estranei a questi luoghi, abbiamo deciso di continuare a viaggiare insieme per aver maggiori probabilità di sopravvivenza, e poiché entrambe le sponde del Gamaril sono impraticabili, su consiglio degli elfi abbiamo deciso di addentrarci nella foresta in direzione del fiume Felthera, sperando seguendolo di raggiungere la città elfica di Caradul.

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