Ci siamo allontanati dagli orchi e siamo più tranquilli. Entriamo nel fitto di quella che un tempo era la foresta degli elfi mentre ora è corrotta come tutto il resto.
Attorno a noi spuntano fiorellini viola. C’è un odore dolciastro nell'aria e un silenzio inquietante. Decidiamo su consiglio del mago di dirigerci verso il fiume e che le acque ci siano propizie per rendere più velo-ce a agevole il viaggio. Farfuglia con un Fafnir poco convinto, della possibilità di redimere suo fratello.
Andiamo circospetti nonostante Adrien abbia compreso che sono fiori naturali. Vediamo che in un punto son più rigogliosi, perché crescono sopra un teschio. Troviamo altri pezzi di corpi morti e punte di frecce e pezzi vari. Adrien tocca uno dei fiori dei ritornati escono dal suolo e lo attaccano. <Il mago è spacciato. Andiamocene!> dice Daruk ma non è serio del tutto.
Oltre a questi essere, troviamo quello grosso: un insieme di corpi morti e un fiore rosso al posto della testa. Li assorbe pure grazie a liane e rami che gli spuntano addosso. Fafnir si alza in volo cantando mentre Maldiluna, già ferito si getta contro l’essere e Daruk lo segue ed esclama: <Come alla casa della Rovina. Fino alla fine!> Una palla di fuoco del mago pone fine allo scontro. Ci allontaniamo su consiglio di Fafnir e il fiore esplode in una nuvola.
Dirigiamo verso est nella foresta e dopo due ore ci imbattiamo in un villaggio all'apparenza abbandonato. Adrien comprende che deve essere un villaggio di rifugiati nel bosco degli elfi. Maldiluna entra in una delle case e vede un ragazzo nascosto nel buio. Entra e si avvicina ma una creatura lo sorprende e attacca dall'alto uccidendolo facilmente visto il suo corpo già gravemente ferito dalle continue battaglie. I suoi compagni entrano allarmati dalle urla e lo salvano. Nella casa il ladro trova un set di dadi e una semplice bambola.
Daruk e Maldiluna si sentono deboli e accusano una malattia dovuta alle ferite sofferte. Osservando i cadaveri dei nemici Adrien nota che hanno branchie e vie respiratorie chiuse. Sembra una trasformazione e non del tutto sfavorevole dal punto di vista fisico, come una trasformazione causata da un qualche spirito.
Riposiamo nel villaggio dentro la Capanna magica di Adrien. Veniamo svegliati dall’urlo di un legato e vediamo cavalieri in armatura con il volto coperto e molti orchi. Ci allontaniamo furtivi dalla finestra e da lontano capiamo che la Capanna viene scoperta e dissolta da un legato.
Ci allontaniamo nel bosco e Daruk trova tracce di stivali, tracce di elfi. Il Dorniano si china ad annusare come fosse ancora orco e le seguiamo, sono 2 coppie e ci portano in una radura. Veniamo attaccati da frecce e Maldiluna cade, ancora ferito mortalmente, con la faccia nel fango.
Incontriamo 2 elfi GAMAR e RIVER: gli raccontiamo del villaggio, dell’accampamento dei legati a est, che eravamo dentro il grande albero MANDRIGAR e con noi c’era Aradil e Ressila dell’ordine della verità. Intanto ci portano lontano evitando i funghi ben noti a Fafnir. Ci dicono che Grial ha un’armata d’orchi che pattugliano ma vista la PIAGA pochi sono i legati che girano. Scopriamo anche che gli infetti dirigono verso i corsi d’acqua e che nemmeno i druidi possono curarla ma solo rallentarne o limitarne la virulenza.
Maldiluna la notte va in come e tutti i tentativi dei suoi compagni, veleno, maledizioni, malattie, incantesimi, nulla serve a fermare il male. I due elfi impietositi e ressi conto della buona fede della Compagnia, decidono di accompagnarli alle Colline dei Corvi dove si trova un druido che forse qualcosa potrà fare. Forse…