Presto integrerò anche col resto degli eventi della sessione, ma nel frattempo beccatevi la ciccia vera.
Questa è una rielaborazione del racconto di Vassago, l'antico spirito della foresta custode dei segreti dell'antico tempio in rovina, ormai tutt'uno con Eilif.
"In epoche molto lontane, viveva una civiltà così avanzata e acculturata da poter comunicare direttamente coi propri dei. Galahane era il dio più splendente di tutti, e Xiximanter il suo patriarca presso la corte di Re Celerax. Costui aveva una figlia, Ethaldara, promessa in sposa a Ahye 'Ahr degli Alethar.
Un matrimonio di convenienza, quello tra Ethaldara e Ahye 'Ahr l’Uomo Alato. Un’unione pensata per unire due popoli diversi, e a quanto pare congiungere le forze contro un nemico comune. Ma il cuore di Ethaldara in verità apparteneva a Xiximanter, e incuranti delle convenzioni che li incatenavano, i due fuggirono verso una terra lontana.
Ahye ‘Ahr tuttavia non impiegò molto tempo per scoprire la verità, e Xiximanter fu catturato e rinchiuso. Il patriarca, disperato, rivolse le sue preghiere a Galahane, il quale gli disse semplicemente di accettare il suo destino ed essere paziente.
Ma quegli antichi sovrani non sapevano che il nemico era già tra di loro.
Sirhivat, dio della menzogna e dell’inganno, nonché figlio di Galahane, ingannò Xiximanter facendo leva sull’amore che provava per Ethaldara e sulla sua disperazione. Sirhivat rivelò al patriarca un incantesimo proibito che avrebbe dovuto riunirlo all’amata, ma che si scoprì essere di tutt’altra natura. Ethaldara cadde in un sonno profondo e Xiximanter ricevette in cambio un’immortalità piena di rimorsi e tormenti. A suo modo, Sirhivat aveva rispettato la sua parola: i due finalmente legati indissolubilmente poiché l’immortalità di Xiximanter era alimentata dalla forza vitale di Ethaldara. Se questa fosse stata risvegliata dal suo sonno eterno, sarebbe morta.
Colmo di disappunto, Galahane proibì a Sirhivat di entrare in contatto con gli umani da allora in poi, ma egli disobbedì all’interdizione e tornò da Xiximanter 100 anni dopo l’evento per tormentarlo. A quel punto, furioso come non mai, Galahane esiliò il figlio dal pantheon degli dei per mille lunghi anni.
Tornato dal suo esilio però, Sirhivat non dimostrò di essersi pentito, anzi. L’odio l’aveva consumato, la sua malizia si era trasformata in brama di potere e di vendetta verso gli altri dei. Quello che un tempo fu il dio dell’inganno si autoproclamò dio dell’Ombra e, da quel momento in poi, si diede il nome di Izrador."